Da stamattina il cortile della Residenza studentesca Calamandrei in viale Morgani è occupato dalle tende da campeggio piantate dagli studenti che, ormai da settimane, manifestano contro la riforma dei criteri di calcolo ISEE. Obbiettivo della protesta: chidere al DSU Toscana (l'Azienda Regionale per Diritto allo Studio Universitario) il reintergro dei circa 370 studenti esclusi, nella sola Firenze, da borsa di studio e posto alloggio. Anche la richiesta di riaprire il bando di borsa di studio 2015/2016 è un passo importante per reincludere quegli studenti che, a causa dei nuovi criteri, non hanno ponuto neanche presentare domanda.
«Siamo in presidio permanente – annunciano al megafono – e non ce ne andremo finché le istituzioni non avranno garantito a tutti il diritto allo studio. Non lasceremo le nostre case e se ci cacciano siamo pronti a rientrare». Ma l'obbiettivo è anche sensibilizzare e conivolgere chi fin'ora non ha partecipato: «Abbiamo allestito un info-point per spigare che la questione riguarda la totalità degli studenti e tutte le fasce sociali meno abbienti che non potranno più accedere ai servizi pubblici essenziali, dalla sanità ai trasporti e dall'istruzione alle case popolari».
«Non at-tendiamo oltre!» è il titolo del volantino che spiega le ragioni della protesta. L'iniziativa arriva dopo due settimane di mobilitazione, presidi e incursioni nelle varie sedi istituzionali che hanno permesso di strappare al DSU una proroga fino al 30 ottobre del termine per lasciare le residenze. Il Senato Accademico dell'Ateneo fiorentino, invece, ha posticipato il pagamento della prima rata delle tasse universitarie per gli studenti penalizzati dal nuovo ISEE, in attesa di una soluzione concertata tra Università, DSU e Regione Toscana.
Gli studenti, però, non sono soddisfatti: «Queste piccole vittorie dimostrano che la mobilitazione paga, ma esigiamo soluzioni concrete anche per dopo il 30 ottobre, quando scadrà la proroga. Su questo punto le istituzioni ci hanno chiuso le porte in faccia».
Venerdì pomeriggio una sessantina di studenti, riuniti in presidio in Via Cavour, chiedevano un incontro con l'Assessore regionale Monica Barni, delegato alla Cultura ed al Diritto allo Studio. Dell'Assessore nessuna traccia ma, in compenso, la polizia in assetto antisommossa impediva agli studenti di muoversi in corteo verso piazza del Duomo, minacciando cariche e denunce. Riferisce uno studente «Tommaso Fattori, consigliere della lista "SI-Toscana a sinistra" ha espresso solidarietà alle nostre istanze, ma il volto delle istituzioni che abbiamo visto in piazza è stato soprattutto quello della polizia. Non ci faremo intimidire».
L'occupazione della Calamandrei continerà – assicurano gli studenti – con assemblee e momenti di socialità per preparare nuove iniziative. Il prossimo appuntamento è il corteo che partirà mercoledì pomeriggio da piazza S.S. Annunziata, in concomitanza con l'incontro tra le rappresentanze studentesche e l'Assessore Barni. L'invito a partecipare è rivolto a tutti.
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