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Ambasciata di Ungheria in Italia

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Di Ivan De Stefano

Italia e Ungheria possono contare su una consolidata storia di stima ed
amicizia reciproca che si concretizza nei vari settori delle relazioni tra
i due paesi. Basta scorrere il volume, pubblicato nel 2005 dall'Accademia
d'Ungheria in Roma, che elenca i "ricordi ungheresi" che si trovano
in Italia per avere un'idea di quanto la storia dell'Ungheria e dell'Italia
siano intrecciate tra di loro, da un millennio ormai. Si tratta dei segni
tangibili che tuttora testimoniano un costante legame non solo a livello
istituzionale ma soprattutto a livello di persone.

Si pensi, solo a titolo d'esempio, al primo re d'Ungheria Santo Stefano
imparentato con il doge di Venezia; alla casa d'Angiò che nel Trecento
arrivò da Napoli sul trono d'Ungheria; alla presenza italiana alla corte
di Mattia Corvino e agli intensi rapporti culturali tra i due paesi nel periodo
umanistico-rinascimentale, in particolare agli studenti ungheresi
alle università italiane di Padova e Bologna o alla vita ed opera del celebre
poeta ungherese Janus Pannonius. Per buona parte dell'Ottocento il
Lombardo-Veneto e l'Ungheria si trovarono uniti sotto lo scettro imperiale
e regio degli Asburgo. Durante la Guerra d'indipendenza del 1848-
1849 la legione italiana combatté per la libertà dell'Ungheria, mentre i
garibaldini ungheresi István Türr e Lajos Tüköry diedero, invece, il loro
contributo all'unità d'Italia.

Se Giorgio Perlasca è ricordato a Budapest nella schiera di quanti si prodigarono
per la salvezza dei perseguitati durante la tempesta della Seconda
Guerra Mondiale, nelle varie città italiane, invece, sono numerose
le vie e piazze dedicate alla memoria della rivoluzione ungherese del
1956, per non parlare della memoria delle decine di migliaia di soldati
ungheresi che riposano nei cimiteri di guerra italiani.

L'amicizia tra Italia ed Ungheria, pur combattendosi nella Grande Guerra,
si ricompose ben presto e perdurò nonostante la Cortina di Ferro che
di nuovo le separava per un quarantennio.

Passando all'ambito musicale, basti ricordare Ferenc Liszt; in campo letterario
la fortuna della letteratura ungherese in Italia con l'ondata di traduzioni
di opere di Ferenc Molnár, Sándor Márai, Péter Esterházy, Dezsö
Kosztolányi, Géza Csáth, Imre Kertész o ai film dei noti registi ungheresi
István Szabó, Miklós Jancsó, Béla Tarr, István Gaál, per arrivare ai giorni
nostri, in ambito accademico, all'insegnamento della lingua ungherese
in Italia presso le università di Roma, Bologna, Firenze, Napoli e Udine
e a quella italiana in Ungheria. L'italiano infatti risulta essere una delle
lingue straniere più studiate nel nostro paese. I pilastri storici della presenza
culturale nelle rispettive capitali sono l'Istituto Italiano di Cultura
a Budapest e l'Accademia d'Ungheria in Roma,
ambedue costituiti ai sensi del Art.1. dell'accordo culturale bilaterale
firmato il 21 settembredel 1965.

Accanto alla presenza istituzionale è molto importante la diffusa rete di
rapporti tra istituti di ricerca, università, (vedi le ricerche di ungarologia
e d'italianistica), enti ed associazioni dei due paesi. La mutua simpatia
dei due popoli è testimoniata anche dai numerosi gemellaggi tra comuni
italiani ed ungheresi: basti pensare al fatto che il capoluogo toscano è
gemellato con la capitale ungherese.

Anche gli undici consolati onorari ungheresi in Italia sono attivi nella
promozione dei rapporti culturali a livello della società civile. Accanto ad
essi vi sono circa una decina di associazioni italo-ungheresi che operano
tra i due Paesi, soprattutto in campo culturale ed artistico.
Oggi i rapporti ufficiali tra i due Paesi non solo si basano su una serie di
accordi e convenzioni bilaterali, il primo risalente addirittura al 1896!, ma
hanno come cornice determinante la comune appartenenza all'Unione
Europea.

Nel 2010 è stata firmata a Budapest una Dichiarazione di partenariato
strategico italo-ungherese che servirà da guida nei prossimi anni per lo
sviluppo della cooperazione politica, militare, economica, culturale e
scientifica; mentre l'anno 2013 si è appena svolto nel segno della cultura
italiana in Ungheria e di quella ungherese in Italia. L'obiettivo dell'Anno
Culturale ideato e promosso dai rispettivi Ministeri degli Affari Esteri
difatti è stato quello di sottolineare e rafforzare ulteriormente i rapporti
ultrasecolari tra i nostri paesi nei diversi settori della cultura, della scienza,
della gastronomia, del turismo e della diplomazia.
Le circa cento manifestazioni programmate per l'Italia da parte delle autorità
ungheresi, hanno coperto in modo ampio il territorio nazionale,
conferendo un ruolo importante alla capitale, senza però dimenticare realtà
regionali molto attive come Bologna, Cagliari, Cividale di Friuli, Firenze,
Genova, Milano, Napoli, Perugia, Roma, Savona, Venezia, Verona.

Firenze, infatti ha ospitato numerosi eventi di grande prestigio dell'Anno
Culturale, tra cui ricordiamo: la mostra Mattia Corvino e Firenze – Arte e
umanesimo alla corte del re di Ungheria, organizzata dal Museo Storico
di Budapest in collaborazione con il Museo San Marco presso la Biblioteca
Monumentale del Museo di San Marco; la mostra Gli Autoritratti
ungheresi degli Uffizi, organizzata in collaborazione con la Galleria degli
Uffizi; la mostra delle pittosculure di István Madarassy intitolata Purgatorio
presso il Museo Casa di Dante; quella del fotografo ungherese
Ottò Kaiser, intitolata Città gemellate: Budapest- Firenze allestita presso
Villa Finaly; il concerto listiano del giovane talento ungherese Balázs
Fülei presso il Salone del Cinquecento nonché la Rassegna del cinema
ungherese presso la Fondazione Stensen.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 22 Ottobre 2015 16:42 )  

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