
Sacko Soumali, ventinovenne, del Mali, ha perso la vita, ucciso da un uomo italiano che ha sparato su tre giovani africani: è avvenuto in località Ex Fornace, a San Calogero, dove i tre giovani immigrati vivevano e lavoravano, Sacko è morto sul colpo mentre più fortunati gli altri due, usciti lievemente feriti dall'attacco.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i tre si trovavano in un vecchio capannone abbandonato per prendere alcune lamiere da utilizzare nella baraccopoli vicino a San Ferdinando, dove vivono i lavoratoori ella campagna circostante. A quel punto, racconta Drane Maoiheri, uno dei superstiti, un uomo è sceso da una vecchia Fiat Panda biianca fermatasi li di fronte e ha aperto il fuoco sparando contro i migranti quattro volte.
Sacko Soumali è stato colpito alla testa da alcuni pallettoni sparati con il fucile. Inutile il trasporto d'urgenza all'ospedale di Reggio Calabria: l'uomo è deceduto poco dopo il ricovero.
Teatro della tragedia una vecchia fornace nel comune di San Calogero, a pochi chilometri dalla tendopoli dove i tre risiedevano. Una struttura abbandonata dopo che, una decina d'anni fa, fu sequestrata nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Vibo Valentia perché nel suo sottosuolo sarebbero state stoccate illecitamente oltre 135 mila tonnellate di rifiuti pericolosi e tossici.
La vittima, Sacko, era regolare in Italia, come gli alri due che erano con lui; era arrivato in Italia prima del 2010 ed era in prima fila nelle lotte dell'Unione Sindacale di Base per i dirittisociali e sindacali dei braccianti, per lunedì è stato proclamato uno sciopero dei braccianti della Piana di Gioia Tauro.
Ancora una volta un atto di razzismo!
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