Oggi ho ricevuto quella notizia che mai avrei voluto sentire.
Anche se da tempo era nell'aria un pò di insofferenza da parte della nostra presidentessa Silvana Grippi, dovuta sia al mancato interessamento da parte dell'Assessorato alla Cultura (Settore non abitativo) per uno spazio da dedicare al Centro socio-culturale) nato nel 1987 con le sue numerose attività. Crisi dovuta, sia per le spese che, ormai da tempo, sono più delle entrate. L'ipotesi chiusura era appunto soltanto una remota possibilità, anche vista la lunga tradizione di DEA, associazione onlus aperta nel secolo scorso, che vanta però un curriculum a livello internazionale.
Forse, adesso, quell'ipotesi è divenuta certezza. Nessun sentimento di biasimo per Silvana naturalmente, che anzi ha portato avanti il suo lavoro finché ha potuto, contando spesso sulle sue sole forze. Eppure questa brutta notizia mi ha lasciato una sensazione di rimpianto, nel senso letterale del termine, di aver perso una cosa importante per me, che non tornerà. Infatti l'unicità di questo luogo di lavoro stava nel fatto della piena libertà che ci veniva data, oltreché al suo essere ambiente stimolante, per la quantità e la qualità (cose sempre diverse da fare) di attività svolte.
Spero nella possibilità che almeno l'eredità che lascia Silvana sia presa da una persona all'altezza del ruolo; che si faccia avanti una persona coraggiosa e intelligente, che divenga presidente di quest'associazione, troppo gloriosa per essere abbandonata all'oblio.
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