Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del C.P.A. Firenze Sud:
Basta morti sul lavoro!
Siamo stanche di scriverlo
Agire ora!
E' morto ancora un rider a Firenze.
Si chiamava Sebastian Galassi e aveva 26 anni.
Lavorava per Glovo mentre proseguiva il suo percorso di studi.
Ai familiari, agli amici e ai colleghi va la nostra vicinanza e la nostra solidarietà.
Oggi è stato indetto uno sciopero di 24 ore dei riders.
A loro va il nostro sostegno.
Gli infortuni e le morti sul lavoro hanno sempre cause che sono determinate dal livello di sfruttamento: dal controllo sul lavoratore con il fine di estrarne il profitto maggiore e quindi dai ritmi imposti. Nel delivery non c'è il caporeparto o quella figura tanto odiata in fabbrica che prendeve il nome di "tempista". Non c'è la catena che impone il ritmo e i tempi di lavoro.
C'è l'algoritmo. La forma "spersonalizzata" che fa della "tecnologia" un elemento che ti isola e indicizza i tuoi comportamenti, ti fidelizza, ti dà o toglie punti in base ai parametri imposti dall'azienda: disponibilità, puntualità, velocità e quantità. Se buchi una ruota, fai un incidente, ti ammali o scioperi sono affari tuoi: per l'algoritmo non hai rispettato i parametri e alla prossima chiamata sarai in coda ai colleghi che sono indicizzati meglio di te. Ma gli eventi di questa settimana hanno fatto emergere aspetti ancora più inquietanti: lo stesso algoritmo ti licenzia anche se, da morto, non hai rispettato la consegna. D'altra parte l'unica cosa che preme ai vertici è di "fornire la miglior esperienza al cliente".
Poco male se per fare ciò il rider sia costretto in un meccanismo perverso in cui per guadagnare devi correre e continuare a correre, mentre se non corri l'algoritmo sarà così "comprensivo" che ti farà correre sempre meno fino a fermarti e quindi guadagnare sempre meno. Devi correre: sotto il sole rovente, sotto la pioggia o la grandine, contro vento, contro te stresso...
Sei un lavoratore dipendente, ti chiamano lavoratore autonomo, ma in realtà sei a cottimo. Il cottimo non lo fa "la media pezzi" della tua squadra o del tuo reparto e cioè una forza collettiva. Il cottimo te lo fai da solo e l'algoritmo che ti invia il lavoro e la commissione sa come ti muovi, ti premia o ti punisce: una sorta di selezione naturale, o tecnologica, per cui ad un certo punto, se non corri sei fuori.
L'algoritmo però nella realtà è tutt'altro che "spersonalizzato": viene commissionato e scritto, aggiornato e rimodulato secondo esigenze e direttive aziendali. La forzatura rispetto al cosiddetto "diritto del lavoro" è continua e pressante: ma quando i padroni forzano il diritto ottengono più profitti, se lo fanno i lavoratori ottengono richiami, licenziamenti e repressione.
Perché non è questione di diritto, ma di rapporti di forza quella attraverso cui si afferma oppure si ferma la giostra dello sfruttamento, questa corsa al massacro che spesso ti porta anche a morire per uno stipendio da fame e ciò non toglie che non si dovrebbe morire neanche se il salario fosse più alto.
Oggi anche dalla dirigenza di Glovo si dicono scioccati. Ma quando i riders oggi hanno incrociato le braccia, hanno fatto i conti con il fatto che il loro algoritmo darà il premio a chi comunque dovesse decidere di lavorare. Glovo è colpevole come tutto il sistema di cui fa parte... "per quando voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti".
Solo la lotta della classe lavoratrice salva la classe lavoratrice
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