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Redazionale: "Sur", una moneta unica per l'America Latina?

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Qualche giorno fa, durante l'assemblea del CELAC (Comunità degli stati latini e dei Caraibi), il presidente del Brasile Lula e quello argentino Fernandez hanno annunciato di aver avviato lavori congiunti al fine di creare una moneta unica per gli scambi commerciali tra i due paesi: il "Sur" ("Sud", in spagnolo), con il duplice scopo di favorire l'integrazione economica dell'America Latina e di emancipare il continente dal dollaro statunitense, valuta attualmente usata come riferimentpo per gli scambi tra i due paesi.
La notizia è eclatante e, se questo intento venisse perseguito, porterebbe a un drastico cambio degli equilibri del mercato globale, soprattutto considerando che, nei progetti di questi due paesi, c'è anche l'intenzione di inserire all'interno del circolo di questa nuova "moneta unica" ogni paese dell'America del Sud che si mostrasse interessato. 

La nuova moneta non sostituirà, al momento, le valute nazionali dei due paesi, ma, come abbiamo accennato, servirà solo in sostituzione del dollaro negli scambi internazionali. Ciò è utile particolarmente per l'Argentina, paese che non è mai riuscito a riprendersi completamente dal default del 2002, vivendo in una perenne situazione di crisi economica e con scorte di dollari agli sgoccioli. Il Sur potrebbe dunque essere un modo per evadere questo genere di problemi, fornendo un po' di respiro economico. 
Per il Brasile la situazione è un po' diversa: si tratta di un paese che tutt'ora (nonostante gli scossoni politici di questi mesi) una forte presenza economica e ampie riserve monetarie. Il Sur, quindi, potrebbe essere un modo per stabilire una certa "egemonia" sul continente, ponendosi a capo della nuova macroarea economica. 

Importante notare, tra le altre cose, il clima politico in cui questa scelta si pone. Sia Lula che Fernandez appartengono all'ala progressista del parlamento, e negli ultimi anni i principali paesi del continente hanno visto l'elezione di governi di sinistra o di centro-sinistra. Tutto ciò favorisce sicuramente un'idea di integrazione che sembra sottostare (almeno a livello propagandistico) all'istituzione del Sur, e che sarebba stata impensabile, ad esempio, sotto il governo nazionalista di Bolsonaro. 
Al contempo, è lo stesso clima politico a creare dubbi sul fatto che questo intento possa essere portato a termine. Basti l'esempio di due dei più importanti paesi del continente: il Venezuela, che da anni vive una povertà a cui il governo chavista non sembra riuscire a portar rimedio, e il Perù, sconvolto da un paio di mesi da agitazioni sociali che alcuni giornali non hanno esitato a definire come "una guerra dello Stato contro il popolo". Interessante poi anche il caso di El Salvador, primo paese al mondo ad aver accettato i BitCoin come valuta uffiiale, che con la caduta in borsa dell valuta digitale, è indicato dagli economisti come il primo paese che potrebbe andare in "crypto-default", vista l'ostinazione del presidente in carica a perseguire il progetto.  L'America Latina, del resto, è un continente noto per la sua instabilità politica, e proprio questa instabilità potrebbe inficiare ogni tentativo di creare una moneta unica. 

La realizzazione di questa idea, insomma, incontrerà molte difficoltà, e non è un caso se i presidenti dei due paesi abbiano deciso partire "volando basso", costituendo una moneta valida solo bilateralmente e che non sostituisca le rispettive monete nazionali. 
In quanto europei, però, è difficile non tornare con la mente al processo di integrazione economica che il nostro continente ha percorso a cavallo del secolo che, con tutti i suoi difetti e sicuramente accompagnato da altri interventi (come l'integrità territoriale e lo scambio culturale), ha portato a una maggiore forza dell'UE sul piano internazionale e a una maggiore coesione interna, sentita viva dalla popolazione più giovane anche se spesso disattesa dai governi e spregiata dai movimenti nazionalisti. Anche in quel caso si trattò di un movimento difficile, fatto di trattazioni e ritrattazioni, avvenuto, tra l'altro, nel corso della guerra fredda e subito dopo la sua conclusione, dunque in un clima politico tutt'altro che pacifico. 

Ugualmente, vedendo l'annuncio di Brasile e Argentina, non si può non augurarsi che questa nuova moneta si configuri come modo di favorire l'integrazione e l'indipendenza economica (e di conseguenza politica) dell'America Latina, che ha del resto fonti di coesione culturale e storica forti quanto quelle europee se non di più (e, sia pure detto, legate profondamente alla resistenza alle varie forme storiche di colonialismo e di imperialismo esercitate dagli occidentali nel corso della storia), prima su tutte, la quasi totale egemonia di una lingua comune, lo spagnolo, che si affianca (tralasciando le lingue minori), solo al portoghese. Non si tratta qui di inseguire l'antico sogno di Bolivar, ma nei prossimi anni sarà interessante osservare l'evoluzione di questo progetto e valutare se esso possa portare alla nascita di un nuovo attore internazionale forte e indipendente, nonostante le difficoltà che esso dovrà affrontare. 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 27 Gennaio 2023 13:21 )  

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