Firenze, Palazzo Strozzi 20 settembre 2014 – 25 gennaio 2015
Un nuovo importante evento inaugura domani a Palazzo Strozzi con apertura al pubblico il 20 settembre, dedicato ad uno dei maggiori maestri della pittura del XX secolo: Picasso e la modernità spagnola, con una selezione di opere provenienti dal Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, che comprendono anche artisti spagnoli coetanei di Picasso come Mirò, Salvador Dalì, Juan Gris, Maria Blanchard, Julio Gonzales.
La mostra permette al visitatore di entrare nel vivo della personalità del grande maestro, di capire il rapporto strettissimo tra la propria arte e le vicende della propria vita, tra l’opera che sta compiendo e il periodo in cui vive, spesso infatti a storia entra in maniera importante nei suoi quadri.
Articolata in nove sezioni, l’esposizione inizia con Il capolavoro sconosciuto, un libro di Honorè de Balzac, scritto nel 1831, che narra la storia di Frenhofer, un personaggio che tenta di creare un capolavoro assoluto. Dopo anni di lavoro realizza un dipinto astratto che non viene assolutamente compreso, solo lui era convinto della perfezione dell’opera, quindi deluso brucia il dipinto e si uccide.
Nel 1931 Ambroise Vallard volle realizzare un’edizione di lusso e affidò il compito a Picasso il quale, anche se non ha mai ammesso di aver volontariamente illustrato il libro, mette in evidenza anche il rapporto simbolico e psicologico tra artista e modella. Inoltre tra le incisioni appare anche il rapporto tra il toro e il cavallo, che ispirerà in seguito i contenuti di Guernica, che Picasso realizzò proprio in rue des Grands-Augustins a Parigi, dove Balzac colloca lo studio di Frenhofer e le scene principali del racconto.
Due sale, la 6 e la 7, sono dedicate a Guernica, il grande dipinto che il governo della Repubblica commissionò a Picasso nel 1937, in piena guerra civile , per il padiglione spagnolo dell’Esposizione Universale di Parigi, capolavoro di denuncia per la strage di civili nella cittadina basca durante il bombardamento aereo tedesco.
Sicuramente l’arte di Picasso si nutriva dell’amore e, anche se le sue donne-muse ispiratrici venivano sistematicamente distrutte, restano una importante chiave di lettura anche per la mostra di Palazzo Strozzi.
Curata da Eugenio Carmona, Docente di Storia dell’Arte all’Università di Malaga, la mostra ripercorre un lungo periodo compreso tra il 1910 e il 1963 e, oltre ad illustrare l’influenza di Picasso sull’arte spagnola, vuole anche mettere in evidenza le esperienze più determinanti che il rapporto tra il grande maestro e gli artisti spagnoli ha lasciato nel panorama internazionale delle arti.
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