Firenze, Villa Bardini – Inaugura oggi, fino al 15 febbraio 2015, la mostra a Villa Bardini in occasione del centenario dalla nascita dei poeti Mario Luzi, Piero Bongiari e Alessandro Parronchi attraverso l’esposizione di ottanta opere di Venturino Venturi, in particolare ritratti dei protagonisti della grande stagione poetica dell’Ermetismo.
La mostra “Volti dell’Ermetismo. Venturino a Villa Bardini e all’Archivio Bonsanti” , curata da Lucia Fiaschi e promossa dalla Fondazione Bardini Peyron dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e dal Gabinetto Vieusseux, si completa con l’esposizione di un prezioso pendant all’Archivio Bonsanti del Gabinetto Vieusseux con una selezione di ritratti, astratti degli anni Quaranta e Cinquanta, album, monotipi e matrici.
Venturino Venturi inizia la stagione dei ritratti nel 1938, ancora studente d’arte a Firenze, con il Ritratto di Ottone Rosai. Dal 1953, in contemporanea con l’esperienza di Collodi, esegue ritratti di amici che gli furono solidali sul piano delle consonanze intellettuali: Mario Luzi, Andrea Parronchi, Giovanni Michelucci, Mario Bergoni, Vittoria Guerrini e Vito Taverna.
Venturino riprenderà la terza sequenza dei ritratti (Romano Bilenchi, Piero Bigongiari, Vasco Pratolini, Leone Traverso e Giuseppe Ungaretti) dal 1960 fino alla fine degli anni sessanta, dopo il ricovero a San Salvi, per la forte delusione sul progetto di Collodi. Sono opere eseguite con l’utilizzo di materiali diversi: cemento, macigno, legno, marmo verde di Prato, ma tutti ugualmente liberi dalla soggezione del modello e concepiti in modo da “rendere visibile l’invisibile”, come ha commentato la curatrice Lucia Fiaschi.
In esposizione anche una serie di astratti, realizzati dal 1962 al 1967 su una medesima risma di carta: questi 30 fogli sono percorsi dal graffito ottenuto disegnando dal retro con impressione su una lastra di compensato.
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