LAPIS LAZZULI - PALAZZO PITTI

Giovedì 11 Giugno 2015 16:26 Antonella Burberi
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LAPIS LAZZULI – MAGIA DEL BLU

 

Firenze, Palazzo Pitti - dal 9 giugno all’11 ottobre 2015 presso il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti è visitabile la mostra “LAPIS LAZZULI, MAGIA DEL BLU”, che espone la straordinaria raccolta di vasi intagliati in lapislazzuli, dalle mirabolanti forme ispirate dagli artisti del Manierismo Fiorentino e una collezione unica al mondo, iniziata da Cosimo I dé Medici alla metà del Cinquecento e cresciuta soprattutto per volontà di Francesco I nei laboratori del Casino di San Marco.

La rara e preziosa pietra blu, estratta dalle cave di Sar-e-Sang, tra le montagne del Badakshan (odierno Afghanistan) l’unico giacimento noto nell’antichità, visitato anche da Marco Polo era simbolo di ricchezza, insieme all’oro, all’argento e ai metalli preziosi.

La mostra, nata in collaborazione con Gian Carlo Parodi, mineralogista del Museum National d’Histoire Naturelle di Parigi e con il Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, diretto da Giovanni Pratesi, è rivolta, non solo all’approfondimento delle squisite opere d’arte, ma anche all’aspetto più prettamente mineralogico con l’intento di integrare la storia e l’utilizzo di questo preziosa pietra capace di evocare sia il mare spumeggiante che la volta di un cielo notturno.

Le quattro sezioni in cui si articola l’esposizione: Dalla Natura all’Artificio, Commesso in pietre dure e pietre dipinte, La pietra blu nel fasto principesco e Dall’Oltremare al Blu, accompagnano il visitatore alla scoperta di bellissimi oggetti creati con l’utilizzo del lapislazzuli: sia coppe, fiasche, mesciroba etc., ma anche alle pietre dipinte: la pittura su lapislazzuli per rendere eterna e fissare la natura nei colori immutabili della pietra.

L’ultima sezione è dedicata al “pigmento”: all’azzurro oltremarino, colore nobile, bello, perfettissimo, oltre tutti i colori come definito nel trattato di Ceccino Cennini – uno degli ultimi esponenti della scuola giottesca fiorentina – che descrive nei dettagli il modo di ricavare il prezioso colore dalla macinazione della pietra.

La mostra si conclude con un’opera di Yves Klein, che ha dedicato alle ricerche sul colore blu tutta la sua vita e con una piccola esposizione di gioielli contemporanei.

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