
C'era una volta a Milano, lontana dalle guglie del duomo e dei nuovi grattacieli, un'antica distilleria abbandonata vicino a un fascio di binari invasi dalla vegetazione. E' in questo luogo improbabile che si può assistere ad una delle più mirabili dimostrazioni di come il mecenatismo può creare qualcosa di straordinario grazie a chi ha le capacità di trasformare il volere in potere. Capacità che si chiamano amore per la cultura, visione progettuale, competenze artistiche, gusto estetico, capacità imprenditoriale e, ovviamente, disponibilità economica. La Fondazione Prada, istituzione culturale voluta da Miuccia e Patrizio Bertelli, per fortuna le ha tutte quante ed ha così trasformato l'ex distilleria nell'archetipo ideale di cittadella dell'arte contemporanea. Non manca niente di tutto quello che ci si può aspettare dall'ambizione di un'istituzione del genere, a partire dallo scenario stesso dove è sorto il progetto: un sito di archeologia industriale. Recuperare un vecchio centro di produzione di beni materiali per trasformarlo in un luogo di produzione culturale è ormai pratica diffusa ma qui, grazie al contributo dell'archistar Rem Koolhaas, si va oltre con la costruzione di nuovi ambienti, compresa un'imponente torre, che vanno ad integrarsi con gli edifici preesistenti e riportati a nuova vita generando un complesso eterogeneo, ancora in costruzione, che offre un'esperienza diffusa e variegata. Niente è banale all'interno della Fondazione Prada, gli stili e le soluzioni estetiche sono le più disparate, spesso eccentriche, caratterizzate da quella sfacciataggine di chi non solo ha il blasone per potersi permettere ogni stravaganza ma possiede anche la classe per trasformarla in qualcosa di elegante. Alla sinistra del cancello d'entrata si trova subito la Biblioteca che ospita l'Accademia dei bambini mentre proseguendo su un lastricato di ceppi di legno si raggiunge la biglietteria inguainata in pannelli di plastica alveolare. Di fronte a questa c'è l'immancabile bar, ma non uno qualsiasi: si chiama Bar Luce e il suo arredamento firmato dal regista Wes Anderson (Gran Budapest Hotel) rievoca i locali milanesi degli anni 60 con formica e pavimento a graniglia.

Bar Luce
Sotto la biglietteria è posizionato il deposito bagagli con le pareti interamente ricoperte da griglie metalliche, mentre al suo fianco svetta la Hounted House, un edificio di quattro piani dalle superfici dorate che ospita le installazioni permanenti di Robert Gouber e Luise Bourgeois. A dominare la scena di fronte al cancello d'entrata c'è il Podium, un nuovo ed imponente edificio caratterizzato da ampie vetrate sviluppato su due livelli che ha già ospitato una mostra di sculture classiche curata da Salvatore Settis e le azioni coreografiche dei danzatori di Virgilio Sieni.

Podium
Lungo i lati maggiori nord e sud del complesso corrono due bassi edifici dove si tengono mostre temporanee il cui nucleo è composto da opere della Collezione Prada.

Nord Sud
Il grande piazzale compreso tra questi due edifici è occupato da un cinema di nuova costruzione e dalla Cisterna, una struttura imponente che un tempo ospitava i serbatoi per la produzione dei distillati mentre adesso accoglie Trittico, tre installazioni artistiche posizionate in altrettanti ambienti, separate ma dialoganti. Anche queste opere sono esposte a rotazione tra una selezione della Collezione Prada
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Cisterna
Sul lato opposto all'entrata si trova l'immensa torre dalle linee spezzate ancora in costruzione e il Deposito, uno spazio enorme dove svettano le statue di John Baldessari, figure slanciate che riprendono le forme di Alberto Giacometti, alte quattro metri e mezzo, disposte in fila e abbigliate ed accessoriate con vestiti ed oggetti.

Deposito
E' in quest'ultimo ambiente, osservando il soffitto che si perde verso l'alto e la linea tra parete e pavimento che corre lontana, che ci si rende conto che il più grande pregio di questi luoghi è la vasta disponibilità di spazio, sapientemente gestita. Le opere d'arte per essere assaporate e assimilate appieno hanno un inderogabile bisogno di spazio vitale attorno a loro, di aria da respirare e pervadere. La declinazione più significativa della generosità della Fondazione Prada non è tanto quella materialmente economica che si esplicita nell'atto di meritevole mecenatismo ma è la generosità nei confronti dell'arte perchè le viene offerto tutto lo spazio di cui ha bisogno per liberarsi, raggiungerci e colpirci.
Cosimo Biliotti
Foto: Simona Mastrella
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