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" Lo spettacolo del Bello al servizio del Sacro"

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 Questo grande ambiente è ora un Teatro di Architettura

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21 Ottobre 2015, Firenze- Il museo dell'opera del Duomo riapre le sue porte dopo tre anni di chiusura, dovuta agli lavori di allargamento e restauro dei locali e di alcune opere.

Difatto il museo è stato "più che raddopiato" afferma il presidente Franco Lucchesi. Grazie all'acquisto del "teatro degli intrepidi" (trasformato in tempi moderni in garage) che con il suo incorporamento ha ampliato lo spazio museale, il complesso vanta ora di 6000 mq. rispetto la situazione iniziale di 2500 mt. Questo però è solo una delle tante migliorie apportate "Non si troveranno sale ma le opere saranno esposte in modo dignitoso per permettere di rivivere la storia tramite le immagini di una stagione che Firenze ha vissuto e che è riuscita ad influenzare la storia e la storia dell'arte del vecchio continente". Importati gli Attori (così definiti i vari artisti protagonisti del museo) che la triplice regia di Magni, Natalini e Guicciardini che grazie ad uno straordinario team tra operai e restauratori sono arrivati al risultato odierno.

"Abbiamo cercato di creare una visita intelligente per distogliersi dell'estetismo balneare guardando en passant con cui fuori queste opere vengono viste hanno bisogno del loro tempo"aggiunge Monsignor Timothy Verdon direttore e autore del progetto museologico, sottolineando ironicamente il "costume" dei turisti. La parola chiave per il museo è la spazialità, le opere di carattere monumentale vengono esposte come tali, nella ricostruzione della facciata di Arnolfo di Cambio, a grandezza naturale, sono riportare le opere esattamente dove dovrebbero stare e qui la novità "le originali sono nelle loro nicchie, se l'altezza è eccessiva ci sono dei calchi".
Mons.Verdon conclude:"La collaborazione con gli architetti è stata di ascolto reciproco e di correzione fraterna si sono trovate infine ottime risoluzione sia architettoniche che museologiche per permettere di "vivere lo spettacolo del bello al servizio del sacro".

Adolfo Natalini parlando della collaborazione con Magni e Guicciardini nel progettare il museo l'ha definita "un'esperienza straordinaria", poichè sembra pensato da una persona soltanto. Aggiunge che è stato come "partecipare ad un progetto di secoli" a cui non mancano le particolarità. Tutto il lavoro fatto è per ricontestualizzare le opere, per dare loro unità nella continuità temporale, le membrature sono in resina e alabastro e raramente come in questo caso "è la copia a sostenere il vero" e non il contrario. Natalini afferma "Questo grande ambiente è ora un teatro di architettura dove gli attori si possono confrontare e creare un dialogo con gli spettatori. Lo affidiamo alla città e al mondo"

Il Museo aprirà le sue porte al pubblico giovedì 29 Ottobre dalle 15:00 alle 18:00

DEApress Vittoria Giusti/Cosimo Biliotti

 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 26 Ottobre 2015 12:44 )  

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