Poesia: Sulle strade della voce

Martedì 24 Gennaio 2012 17:12
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Poesia. Sulle strade della voce :  di walter maccari

 

Sulla strada della voce

son ristate soltanto figure minori

che confondono i buoni propositi

raccontando di false promesse

 

La mia classe speciale, sociale e di lotta

sente ormai da secoli queste offese verbali

che avvicinano soltanto lo scontro

Non è che vuoto rumore

 

Le molte guerre trascorse ma secolari

sono servite a lasciare tutti noi senza terra

Hanno usato le nostre membra

come cavia di rapporti esplosivi

grande splash e vuoti crateri

 

E tra le macerie sono riconoscibili

i nostri congiunti, i nostri fratelli

 

Le mura di Cartagine sono cadute

nell'etterna danza del dolore

dell'oltraggio e dei trattati infranti

degli ostaggi violati, dei tesori rubati

delle migliaia di vite vendute

 

Quello che c'era stato promesso

ci è stato ricordato a Corinto

e poi a Gerusalemme, ad Aleppo

a Bisanzio dove la frattura fu profonda

A Coventry, a Dresda, tra le alte fredde fiamme

di Nagasaki e di Hiroscima

 

Dalle odi sognanti di Omero

alla voce e rimasto il pianto

dei confini spostati

e della pelle marchiata col fuoco

 

Dalle miniere conquistate

abbiamo ereditato queste catene di ferro

e pallottole infuocate che hanno bruciato

le nostre canzoni

 

Non sono state bastanti le parole di Platone

né quelle di Aristotele a fermare la frusta

 

Il colpo di rivoltella che colpì A. Lincoln

liberò gli schiavi dalla paura

La lama che decapitò Robespierre

librò per il Mondo il Municipio e la Repubblica

 

Sono stati i Caligola e i Severo

a bruciare il Reichstag, le case del popolo e i libri

ad armare le camice nere

 

a storpiare la voce che dal basso chiedeva

e ancora fortemente domanda

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