I pastori che parlano berbero
I pastori che parlano berbero vivono in quella zona dell’Africa nord occidentale, racchiusa tra Touat (Algeria), l’oasi di Ghudamis (Libia) e il Nord della Nigeria fra Fezzan (Libia) e Timbouctou (Mali). La loro organizzazione politica si sviluppa attraverso i confini nazionali. Alla fine del XX secolo i Tuareg sono circa novecentomila….
Le genti Tuareg sono berberi/nomadi in via di estinzione, sono spiriti liberi (le donne non portano il velo) ed è per questo che voglio raccontarvi la loro storia. Il nome tuareg, degli apparteneti a questa classe, sono gli inadan (singolare enad/enhad), si tratta di un termine assai antico. Già nelle più antiche iscrizioni bibliche si trova l’espressione "nbtn nzl", corrispondente al punico”h-nskm s-brzl i "fonditori di ferro”. Anche se nei dialetti berberi del nord il termine è quasi scomparso, soppiamo dall’arabo come aheddad o da altri termini formati dalla radice “ferro” (uzzal), come amzil, alcune tracce rimangono, ad esempio nel dialetto arabo di Tlemcen, dove “fabbro” si dice nyati, una parola che non ha alcune etimologia araba e rappresenta sicuramente un prestito dei parlati indigeni. Dal momento che oggi il termine enad ha un senso abbastanza generico di “artigiano”, si suole distinguere tra "inadan en tezoli" (lett.”artigiani del ferro”), specializzati nella metallurgia, non solo del ferro ma anche dell’argento e dei giolielli, "inadan en talaq" sono “artigiani dell’argilla”, specializzati nella lavorazione della terracotta, e "inadan nasek" invece gli “artigiani del legno”; ma più spesso si usa il termine tamnannd, esperti di falegnameria e ebanisteria.
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