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Pacheggio interrato Piazza brunelleschi, Firenze

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Partecipata conferenza stampa stamattina del comitato di Piazza Brunelleschi che si batte contro il parcheggio interrato previsto nell'omonima piazza.

Sintetizzando i motivi del no sono questi:

  • No perché attrae traffico e non è coerente con le normative europee che individuano nelle ZTL uno strumento per il miglioramento della qualità dell'aria che a Firenze ogni anno supera ampiamente i limiti imposti dalla UE (Firenze è al primo posto nazionale per presenza di biossido di azoto);
  • No perchè altera in modo irreversibile uno spazio storico collettivo della città in favore di una privatizzazione e di una logica speculativa che considera la città una merce;
  • No perché così come è, comporta l'abbattimento degli alberi presenti nella piazza eliminando l'unico verde dell'area e la demolizione di un edificio di valore ambientale invece del suo recupero;
  • No perché comporta un consistente rischio per la stabilità degli antichi edifici privati e monumentali che si affacciano sulla piazza. Gli scavi sono previsti a soli 3-5 metri di distanza da monumenti e abitazioni per la profondità di 18 metri, intercettando così sicuramente la falda acquifera che si trova a solo 7 metri di profondità;
  • No perché non tiene conto del fatto che i mezzi privati diretti al parcheggio dovrebbero percorrere un reticolo di vie molto strette e già trafficate come Via dell'Agnolo, Via Bufalini, Via degli Alfani, e Via del Catellaccio (larga solo 2 metri e 70, con un marciapiede di 30 cm);
  • Un migliaio di auto in entrata/uscita al giorno costituirebbe un grave ostacolo ai mezzi di soccorso da e per l'ospedale di S.Maria Nuova;
  • No perché un cantiere della durata di almeno tre anni (dichiarati) comporta un impatto ambientale insostenibile: via vai di camion, polveri di scavo, inquinamento acustico etc. Scendendo nei dettagli il piano strutturale del Comune a pag. 45 dichiara: "La prima azione da mettere in campo per il centro storico prevede la realizzazione di parcheggi interrati". Sono evidenziati ben nove siti destinati a silos ipogei: Piazza del Carmine, Costa San Giorgio, Lungarno Zecca Vecchia, Piazza Dei Ciompi, Piazza Strozzi, Piazza Brunelleschi, Piazza San Marco, Piazza Indipendenza, Piazza Ognissanti;
  • Alla faccia degli slogan "Cemento Zero", i parcheggi interrati sono da considerare a tutti gli effetti volumi edilizi. Il comune utilizzerà dei "Project financement" cioè sarà finanziato da una AT (Associazione Temporanea di impresa) tra le quali Firenze Parcheggi e Trevi S.p.a. Inoltre al privato verrebbe data in concessione la superficie della piazza per la durata di 99 anni. Il progetto di Piazza Brunelleschi prevede due piani interrati di circa 190 posti auto nessuno dei quali riservato ai residenti ma esclusivamente alla sosta veloce a tre euro l'ora vanificando di fatto la ZTL e favorendo ancora l'espulsione dei residenti dal centro storico.
  • La privatizzazione del sottosuolo, e connesso movimento di terra sta diventando, a livello nazionale, la nuova frontiera della speculazione della bolla edilizia, ne sono esempio il tunnel TAV, la linea di metropolitana sotto piazza del Duomo, Il "Tubone" in sede collinare. Dei primi tre parcheggi interrati e interni al perimetro della città antica, quello di Piazza Brunelleschi sembra essere quello più finalizzato a operazioni finanziarie private, operate in questo caso da Banca Intesa San Paolo. Pare proprio che il comune non entri nel merito di quello che tale cantiere comporterà, scavo trasporto di centinaia d migliaia di metri cubi di terra, betoniere per il calcestuzzo, migliaia di tir gireranno a Santa Maria Nuova rendendola quasi irraggiungibile alle autoambulanze. L'articolo 9 della Costituzione che parla di tutela degli insediamenti storici-artistici e di pregio viene totalmente disatteso con il previsto stravolgimento di piazze storiche pubbliche. La creazione di parcheggi attrattivi a pagamento per il traffico privato, inoltre allontana ancora di più gli abitanti-residenti, processo già messo in atto con il graduale allontanamento imposto alle famiglie (50) che abitavano negli appartamenti di Via Castellaccio.
  • La salvaguardia degli edifici storici dismessi dovrebbe essere tenuta di conto da parte di una politica oculata che dovrebbe provvedere a mantenerli nella loro funzione storica di servizio per la cittadinanza creando luoghi di socialità, cultura e residente sociale.

Laura Pranzini /DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 07 Maggio 2014 11:11 )  

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