La custodia cautelare in carcere è, come riconosciuto anche da soggetti che non si collocano certo nell'area rivoluzionaria (1) una delle più evidenti aberrazioni del sistema giuridico italiano. Tale rimane, a parere di chi scrive, nonostante episodici tentativi "pro-forma" di arginare il fenomeno (2). La mia opinione al proposito, è che il problema risiede in parte nella discrezionalità attribuita al giudice nell'applicare la custodia cautelare, e in parte nella natura stessa del provvedimento, che, come molti altri "meccanismi" del sistema giudiziario nostrano, è inconciliabile con la presunzione di innocenza dell'imputato, cardine di ogni sistema giudiziario che pretenda di essere "moderno".
Anche "gli organi di polizia", non potendo (o non volendo) contribuire allo svecchiamento dei meccanismi giuridici, partecipano -mi sia concesso dirlo!- al delirio generale con iniziative quantomeno di dubbio gusto. Dal 2013, in quel di Trento si vaneggia di "prevenire i fenomeni criminali basandosi su calcoli probabilistici" (3) , cosa che farebbe "ridere i polli" se non denotasse un pericoloso disconoscimento delle facoltà di libero arbitrio, senza di cui qualunque azione giudiziaria non è che cieca vendetta e ingiustificabile violenza. Questa -non lodevole- iniziativa, continua e anzi, recentemente è passata al voler essere d'esempio per gli altri luoghi...(4)
Essa consiste essenzialmente in un database dove confluiscano sia i dati dei reati denunciati alle cosiddette "forze dell'ordine", ossia elementi oggettivi, sia un gran numero di elementi soggettivi raccolti -sembra- da questionari inviati ai cittadini quali "la percezione del disordine", il tutto sommato a considerazioni sociologiche (o pseudo-tali). Molte le ciance in stile pubblicitario tipo : "permetterà di prevenire la criminalità e il disordine sociale in modo efficiente"; "Dalla polizia predittiva, già sperimentata in contesto anglosassone, si passerà alla “predictive urban security”(5). Ed è ancora presto per dire se, oltre a rappresentare un pessimo esempio dal punto di vista della "filosofia giuridica", i cittadini dovranno accollarsi una nuova serie di fastidi inutili, come spesso accade quando si diffonde qualche nuova moda nel campo dei "pubblici ufficiali"...
Rimane la pericolosità per le rimanenti parvenze di civiltà: se la "lotta al degrado" ha comportato, come sappiamo tutti, infiniti fastidi per il cittadino e un terreno fertile per gli abusi "in divisa", cosa comporterà la "predizione del disordine"? Sicuramente una cosa, se dovesse affermarsi come concetto : la morte di ogni diritto giuridico e di ogni libertà individuale.
Fabrizio Cucchi; DEApress
(1) Si veda ad es. http://www.rivistapaginauno.it/sovraffollamento-carceri-carcerazione-preventiva.php
(2) http://www.penalecontemporaneo.it/area/3-/16-/-/3297-il_palliativo_del_nuovo_art__275_co__2_bis_c_p_p__contro_l___abuso_della_custodia_cautelare/
(3) http://www.poliziadistato.it/articolo/view/28819/
(4) http://www.esecurity.trento.it/
(5) http://www.esecurity.trento.it/index.php/item/7-trento-primo-laboratorio-per-la-sicurezza-urbana-predittiva
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