Valentino Zeichen - il poeta che viveva in una baracca

Martedì 05 Luglio 2016 19:33 Silvana Grippi
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Valentino Zeichen e le sue poesie

Zeichen viveva a Roma: si definiva un irregolare e diceva di non avere aspettative.
Era nato a Fiume nel 1938, sfollato a Roma nel dopoguerra e cresciuto in una stalla a villa Borghese, dove il padre faceva il giardiniere. Da giovane era stato "ospite" in una casa di correzione a Firenze.
Da oltre quarant'anni viveva in una delle poche baracche sopravvissute del Borghetto Flaminio, una struttura in muratura di pochi metri quadri con un tetto di lamiera, si trovava a pochi passi dalla ricchezza degli appartamenti di via Flaminia e sotto il verde di villa Borghese.
Viveva la sua vita "piena" e la sua poesia era semplice e pulita. Non si è mai lamentato della sua condizione di povertà.


La sua prima antologia poetica "Area di rigore" è stata pubblicata nel 1974.

Eccovi alcuni suoi scritti

 

IL POETA


Presumibilmente,
sembro un poeta di alta rappresentanza
sebbene la mia insufficienza cardiaca
ha per virtù medica il libro «cuore».
Abito appena sopra il livello del mare
mentre la salute, la ricchezza, la purezza
e gli sport invernali
straziano oltre i mille metri.
Perciò mi ossigeno respirando l’aria
dei paradisi alpini
così arditamente fotografati
dagli scalatori sociali
nonostante la pericolosità dei dislivelli.

LA POESIA


Come un ricorrente duplicato del Big Bang
simula la nascita dell’universo
a sua differenza possibile figlia d’ignoti.
Ella ha madre sebbene svagata,
espulsa in un baleno dall’ispirata origine e
subito estranea all’istantanea matrice creativa.
La poesia: annodate interiora.
Si dipana nella prosaicità della lingua
e lascia scorrere allettanti Aleph
dall’ineffabile momentaneità:
gli accostamenti accidentali
fra le lingue ancora brulicanti
l’apparentano agli invertebrati,
i nodi vengono al pettine dello stile e
il poeta deve alla sua perizia di fisiologo
il taglio dei versi.
Senza offendere le sinapsi semantiche
riconduce a capo i misurati segmenti
comparabili agli esagrammi
delle divinazioni Ching.
Ogni volta che la mimesi creativa ricomincia
si ripropone il dilemma: il mondo
deve supporsi creato in versi
come ventilano le scritture oppure
si tratta di opere in prosa evoluzionistica?
Nel dubbio aporistico
applichiamo alla creazione
l’analisi stilistica.

PIAZZA DI SPAGNA
ex porto di ripetta - piante facsimili

Di piazza di spagna
la scalinata ha pianta
a forma di farfalla
che per magia di specchi
sembra s’involò altrove
col suo calco riflesso
verso un gemello progetto.
Anche la scalettata
farfalla di marmo
dell’ex porto di Ripetta
ha spiccato il volo.
Causa una piena del Tevere
la barcaccia s’è arenata
in piazza di Spagna
e là è rimasta, semisommersa.
L’architetto Alessandro Specchi
ha riflesso appena un miraggio

LA BOCCA DELLA VERITÀ


Se per i visionari del plenilunio
quella non è la testa di oceano
e neanche un chiusino di scolo
la bocca della verità è
forse un sole senescente
una stella di neutroni.
alla prova del vero
la leggenda vuole che
vi si infili la mano
lasciandola in pegno
e qualora s’è mentito
la bocca la divori!
Ma sempre la restituisce
perché? Le verità soggettive
sono false, non verificabili
le scientifiche, verosimili.
Avete mai visto quella bocca
divorare una teoria?

.........

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 07 Luglio 2016 12:27 )