
VISIBILITA' E CONTROLLO
LE PRIGIONI DEL POTERE
Il Panopticon rappresentava la somma incarnazione di un’istituzione disciplinare moderna. Ideata ingegnosamente per consentire un’osservazione completa e costante per monitorare continuamente la vita giornaliera dei detenuti, i quali venivano sottoposti ad una guardia attenta ed ininterrotta. In “Sorvegliare e punire” M. Foucault descrive il penitenziario ideale progettato da J. Bentham (1791) e lo utilizza come metafora di una società politicizzata sempre più intenzionata ad esercitare potere tramite una sorveglianza coercitiva e violenta. Ogni gesto sorvegliato dei detenuti era quindi dettato dalla consapevolezza di essere osservato, nulla lasciava scampo ad ogni minimo cenno di libertà. Il condizionamento dettava atteggiamenti calcolati e prevedibili ponendo quindi i soggetti in balia delle loro prigioni. Questi occhi indiscreti, provenienti dalla torre di controllo, garantivano un totale assoggettamento, e la subordinazione deviava i comportamenti dei singoli verso un’inevitabile correttezza nelle azioni. Il potere coercitivo, generato dalla ininterrotta sorveglianza, metteva in moto un meccanismo di legalità dalla quale scaturivano azioni giuste e corrette, ovvero nel senso pratico, metteva in condizione di agire nel miglior modo possibile evitando gaffes. Questo monitoraggio implicava una vigilanza a volte solo temuta, perché non sempre era realmente effettiva, ma solo apparentemente presente. Foucault con quest’opera, che lo rese poi lo storico francese di fama internazionale, ha voluto svelare tutte le forme di irrigidimento che disciplinano le istituzioni, in particolare: le scuole, gli ospedali, gli eserciti militari. Non è un caso se si assomigliano tutte le istituzioni.
Il saggio di Foucault pone l’attenzione sull’irrigidimento che li caratterizza, sullo stesso stile di incameramento, sulla classificazione, sulla omologazione, sulla suddivisione, sulla abolizione del senso di unicità che contraddistingue ogni essere umano, sull’annullamento di ogni individualità che creerebbe confusione e disordine. Tutti uguali, dai camici dei malati, alle divise dei soldati, ai grembiuli degli scolari; tutti in fila e in ordine in camere asettiche e identiche, tutti inseriti in un contesto facilmente gestibile perché facilmente controllabile. I colori del pavimento, le tinte delle pareti, gli oggetti di uso quotidiano, tutto abbinato alla monotonia degli ambienti. In vista di un rigore etico e morale, che evidenzia ed espone il diverso, che sia un atteggiamento, o un gesto, alla reperibilità, al controllo, alla pena. Catalogando i soggetti, si ha la sensazione che tutto sia inserito in un ordine visivo ed effettivo, che appaga. Quindi qualsiasi atteggiamento deviante che stona con il contesto ospitante viene facilmente individuato, punito, rimosso. […]
L’ideologia borghese, in linea di principio con gli ideali promossi dalla Rivoluzione francese, espresse tranquillamente e volentieri la volontà di puntare l’attenzione sull’anima, prigione del corpo. Bentham, esponente dell’Illuminismo continentale, disseminò i suoi scritti di progetti impregnati del suo massiccio interesse di codici e leggi, ma con il Panopticon ha voluto ridipingere il quadro del “potere moderno” attingendo dalla storia passata gli elementi fondanti della sua tesi, concedendo al futuro un nuovo modello di teorico da seguire. E tutto diventa una questione di prospettiva visti da una prospettiva nuova, diversa. L’invito che Foucault è quello di guardare con un’attenzione più introspettiva i meccanismi legati alle istituzioni e alla gestione del potere.
Il potere secondo Foucault
Al centro della cosiddetta analitica del Potere, c’è l’idea che a partire dalla fine del XVII secolo, il potere subì numerose trasformazioni essenziali.
A) Incremento scalare e continuità (relazioni di potere): l’esercizio del potere aumenta lungo la dimensione della scala e della continuità. Un potere che si esplica come forza distruttiva (esecuzioni pubbliche, occupazioni militari, repressione violenta di ribellioni) a vincoli continui e minimi imposti tramite pratiche di disciplinamento e addestramento. Il potere incarnato dalla proprietà singola di un individuo, in genere il sovrano. Le critiche di Foucault al potere moderno equivalgano anche a mettere in questione il progetto della liberal-democrazia intesa come frutto dell’Illuminismo.
Diffusa in maniera pervasiva tutte le relazioni sociali vengono attraversate da diverse modalità di potere, e il potere ingloba e include anche la resistenza al potere stesso: resistenza e potere sono reciproche, almeno quando si tratti di un sapere-potere e il potere presuppone sempre spazi di libertà di chi vi è coinvolto, al contrario del dominio. Le relazioni fra soggetti sono relazioni di potere, dove chi è soggetto a un potere esercita a sua volta un potere su altri, e viceversa. Nel Panopticon, ad esempio, i detenuti vengono imprigionati in una relazione di potere che essi stessi, incosapevolmente mantengono in vita e perpetuano: nell’organizzazione panoptica il detenuto «inscrive in se stesso il rapporto di potere nel quale gioca simultaneamente i due ruoli, diviene il principio del proprio assoggettamento»
(Foucault la definisce TEORIA DELLA SOVRANITA’)
Sulla genesi ideale del potere-sovrano di tipo verticale, tipica della filosofia politica, specialmente giusnaturalista e contrattualista – è peculiarmente inadatta a cogliere queste caratteristiche del potere, anche perché è stato proprio il contrattualismo a fornire la cornice che ha consentito a questa modalità di potere di instaurarsi – perpetuando e codificando rapporti di dominazione. La resistenza al potere non può più assumere la forma di progetti di riforma delle istituzioni, alle teorie della sovranità va sostituita una teoria della dominazione.
B) Ricostruzione, non distruzione: fino a quel momento il potere aveva costretto o distrutto i suoi soggetti. Il surplus di assoggettamento (sotto forma di violenze arbitrarie, dispotismo e soprusi che va al di là dell’amministrazione del diritto (cioè del giudizio e della sentenza), un surplus tipico dell’imprigionamento, risponde alla logica della disciplina, in quanto dispositivo teso alla trasformazione degli individui.
C) Riorganizzazione dello spazio e del tempo come strumento di dominazione: questo nuovo esercizio del potere si realizza tramite la ricostruzione di spazi e la riorganizzazione del tempo di lavoro e di vita delle persone. Qui, ovviamente, Foucault ha in mente le trasformazioni del lavoro tipiche della prima e della seconda Rivoluzione industriale. Ma è qui che entra in campo anche il Panopticon progetto architettonico e gestionale che serve a rendere possibile un nuovo esercizio del potere, più diffuso, penetrante ed efficace.
D) UNO SGUARDO SENZA VOLTO : visibilità obbligatoria come strumento di potere: si passa dalla manifestazione del potere come spettacolo terribile e transitorio all’esercizio del potere basato sulla visibilità continua e controllata dei soggetti e sull’occultamento del potere e il potere disciplinare si esercita esercitando e sottoponendo un principio di “visibilità obbligatoria”. Come? Attraverso una sorveglianza permanente onnipresente, capace di rendere tutto visibile, ma a condizione di rendere se stessa invisibile. Come uno sguardo senza volto che trasforma tutto il corpo sociale in un campo di percezione: migliaia di occhi appostati ovunque, attenzioni mobili e sempre all’erta, una lunga rete gerarchizzata. Il detenuto avrà davanti agli occhi l’alta sagoma della torre centrale dove è spiato, il detenuto non deve mai sapere se è guardato contemporaneamente .ma ha la certezza che può esserlo continuamente. Il Panopticon è una macchina che dissocia la relazione “vedere-essere visti”.
Il rinnovamento del potere coincide con lo sviluppo di efficaci tecniche di sorveglianza, di un «microscopio della condotta» e un «campo di sorveglianza», molto più sottilmente efficaci e penetranti delle manifestazioni spettacolari di forza tipiche della vecchia modalità di potere. Qui il riferimento al Panopticon è ovvio.
Uno sguardo sul volto del potere e i limiti della disciplina.
Il nuovo potere che caratterizza l’era moderna è un dispositivo di controllo disciplinare e di normalizzazione, di cui il Panopticon costituisce il modello e il simbolo, secondo Foucault. Due caratteristiche del Panopticon, in particolare, sono da notare: l'assoggettamento di potere trasformativo nei confronti dell’individuo che è tipico dell’istituzione carceraria, mediato tramite modalità di organizzazione dello spazio, del tempo e della produzione; e l’uso a fini di dominazione della visibilità assicurata da certe modalità di organizzazione dei corpi – in particolare la configurazione di una nuova economia asimmetrica della visibilità, dove il potere si occulta rendendo continuativamente visibili i soggetti, e facendo in modo che il potere si spinga fino a costruire le anime, oltre che a ingabbiare i corpi.
Nei confronti di queste tesi foucaultiane, la reazione della maggioranza degli studiosi di Bentham è stata di netto rifiuto: l’interpretazione di Foucault è inattendibile o, nella migliore delle ipotesi, incompleta.
Ci sono almeno quattro punti in cui l’interpretazione: Le tecniche di governamentalità vengono inquadrate nel contesto della biopolitica, in molte trattazioni di Foucault.
Anche leggendo la prima versione del progetto benthamiano, si possono notare che, nell’adattare il modello del panopticon a ospedali, scuole e fabbriche Bentham introduceva cambiamenti sostanziali – per esempio, in ordine alla visibilità degli studenti, dei malati o degli operai, che è molto più limitata di quella dei detenuti.
E la visibilità, ovviamente, è il secondo punto cruciale in cui la lettura di Foucault non regge alla prova dei testi. Foucault paventa una visibilità totale e asimmetrica, e in Bentham non si trova né l’una né l’altra. Bentham chiarisce esplicitamente che ci sono spazi nelle celle, e tempi, in cui i detenuti possono schermarsi all’occhio del sorvegliante. Inoltre, com’è evidente
nelle letture più recenti, per Bentham sia nel Panopticon sia nella società la visibilità dev’essere del tutto simmetrica, e se ci sono asimmetrie sono a sfavore dei governanti. Per quanto riguarda il Panopticon, il direttore del carcere è sottoposto al controllo dei cittadini, dei funzionari e dei parlamentari, ed è obbligato a produrre relazioni periodiche da presentare al Parlamento. [...]
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