
Paulo Freire divenne un educatore riconosciuto mondialmente per il lavoro d’alfabetizzazione degli adulti che si è successivamente consolidato come pratica e filosofia di un'educazione liberatoria. La sua proposta di alfabetizzazione partiva dalla ricerca delle parole significative dell'universo di esperienza degli adulti, a partire dalle quali effettuava una lettura della realtà e delle relazioni di potere che coinvolgevano il quotidiano di questi lavoratori.
Lo sviluppo di quello che è stato identificato come un "metodo di alfabetizzazione" ha permesso l'approfondimento di una teoria critica dell'educazione, influenzando le pratiche pedagogiche trasformative in Brasile e nel mondo.
Il colpo di stato militare in Brasile, nel 1964, ha chiuso il progetto di alfabetizzazione che si sviluppava da questa esperienza. Paulo Freire venne arrestato per due volte e, in seguito a questi incarceramenti, si rifugiò in Bolivia. Iniziò così un lungo periodo di esilio di 15 anni che lo portò ad abitare in Cile, negli Stati Uniti e in Svizzera, periodo finito soltanto nel 1979 con l'amnistia brasiliana.
Nel 1968 concluse, in Cile, il libro che diventerà uno dei più famosi della sua opera: “Pedagogia degli Oppressi”. Vi si teorizza i rapporti di oppressione che struttura la società brasiliana e le vie di cambiamento politico con la partecipazione dell'educazione. In questo libro Freire si occupa del tema che lo accompagnerà lungo tutto la sua opera: le responsabilità dell'emancipazione degli uomini e delle donne, le caratteristiche dell'educazione liberatoria, il ruolo del dialogo e la costruzione della personalità democratica.
Negli anni '70 dello scorso secolo iniziò il suo impegno come consulente del Consiglio Mondiale delle Chiese e, dal 1971, guidò, all'Istituto di Azioni Culturali (IDAC), esperienze in materia di istruzione e alfabetizzazione in Guinea-Bissau, Capo Verde, Angola e São Tomé e Principe, nazioni africane appena liberate dal dominio coloniale.
Nel 1980, tornato in Brasile, ricevette l'invito ad insegnare nelle università brasiliane e, nel 1989, assunse la carica alla Segretaria di Istruzione del Comune di San Paolo, la più grande capitale brasiliana, rafforzando i movimenti per la costruzione della gestione democratica della scuola pubblica della città
Nel 2012 ricevette la carica di Patrono dell'Istruzione Brasiliana, titolo che, dal 2016, iniziò a ricevere costanti attacchi da un gruppo di destra brasiliano che difende la “neutralità” dell'educazione, uno dei quali auto-nominato “Scuola senza Partito”.
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