Una storia senza vinti

Mercoledì 24 Marzo 2021 21:48 Marco Ranaldi
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Le storia si fanno di fatti, di indagini e di riflessioni. Le storie servono soprattutto a non dimenticare chi è stato prima del tempo. Anche nelle tragedie umane le storie servono soprattutto a provare a lenire il dolore che tali vicissitudini immancabilmente lasciano. Questa è una necessaria premessa per indicare come Andrea Cominini ha saputo narrare una storia molto difficile e dolorosa. Una storia che si perde nella spirali del nazismo. Un tempo indimenticato. Il Nazista e il ribelle. Una storia all'ultimo respiro (Mimesis) lascia il fiato nei polmoni tante volte nel leggere le pagine che la compongono. Potrebbe sembrare l'ulteriore storia sul nazismo e invece è una umanissima vicenda che ha radici storiche accadute nella Valle Camonica sul finire della disastrosissima seconda guerra mondiale. Ebbene ne esce fuori uno spaccato di incredibile profondità nel quale Cominini riporta alla luce una vicenda e una persona, un nazista: Werner Maraun.  Ed è anche la storia di Bortolo Bigatti. Sarebbe facile dire che il "cattivo" era lui o solo lui. Sarebbe facile rifarsi a tutte le innumerevoli testimonianze di un passato tremendo e di persone che erano probabilmente molto più o molto meno di quello che si credeva. Certo è che con una accuratissima ricerca di fonti orali e cartacee, l'autore riesce a dare una giusta luce, una mirabile definizione di un tempo e delle persone che lo hanno vissuto, compreso il nazista Maraun, compreso di Bigatti.  Di una memoria appunto e di persone. In quella parte di Italia spesso negletta. Come occorre ricordare, la storia è fatta da chi vince? No forse, anzi certamente la storia, come succede in questa vicenda, è fatta da chi non vince. Certamente il dubbio della ferocia di Maraun rimane, come rimane il dubbio sulla morte di Bigatti, soprattutto sul ruolo avuto dal graduato nazista. Però ora sarebbe il tempo di mettere a fuoco gli accadimenti di storie di  chi ha avuto la forza di attraversare un tempo di incredibile disumanità. Come dovrebbe essere per noi oggi memoria vivida per comprendere il senso del rispetto e della imprescindibile vita umana.

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