MAURITANIA E MALI

Giovedì 09 Giugno 2022 08:52 Silvana Grippi
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Reportage MAURITANIA e MALI
Le Biblioteche del deserto nelle antiche città

MAURITANIA :

Ouadane Chinguetti Tichitt Oualata - Patrimonio UNESCO,

La Mauritania si trova uno dei luoghi più suggestivi del Sahara Occidentale.
Per arrivare a visitare queste meraviglie abbiamo attraversato luoghi sperduti, tra altipiani rocciosi con accessi impervi (diversificando il territorio tra Erg, Reg e dune di sabbia, montagne scure ed isolate con gole profonde, in quel territorio impervio e affascinante.

Ouadâne è una delle più incantevoli città "semi-fantasma" del Sahara. Sistemata sul bordo dell’altopiano dell’Adrar, 120 km a nord-est di Chinguetti,. Le sabbie del deserto o dall’altopiano, le case di pietra del Ksar al Kiali (città vecchia) sembrano sul punto di precipitare nella falesia. La parte più alta è dominata dal minareto della nuova moschea, costruita "appena" 200 anni fa, mentre all’estremità occidentale, alle pendici della collina, si trova la trecentesca moschea vecchia. Fra le due moschee sorge una serie di edifici che sembrano essere stati ammassati a caso da giganti Solo 20-30 famiglie vivono ancora nella città vecchia e come Chinguetti, anche Ouadâne è un centro culturale per le sue biblioteche private che ospitano oltre 3000 manoscritti.

Chinguetti - Eccola finalmente alla nostra vista la città per eccellenza e la più lontana dai nostri pensieri - per secoli ricoprì il ruolo di capitale religiosa dell’Islam dilagando poi a macchia d’olio grazie al commercio con il Maghreb, l’Arabia e l’Africa nera. Al momento del suo apogeo, nel XVIII secolo, a Chinguetti si contavano circa una dozzina di moschee è ritenuta una delle grandi città sante dell’Islam al pari della Mecca, di Medina e di Gerusalemme. Ma la fama va oltre quella di importante centro religioso, in questo regno di sabbie e silenzi vi sono civiltà nascoste raccontate in manoscritti custoditi nel tempo de qui la memoria riveste un ruolo cruciale, Storicamente nota come città di eruditi – conserva tutt’oggi biblioteche private che ospitano migliaia di manoscritti e testi coranici, i più antichi dei quali risalirebbero all’XI secolo. Questa antica città carovaniera situata nel cuore dell’Adrar continua a essere un libro aperto sul passato religioso, economico e culturale di questa creatura di sabbia abbarbicata sulle dune dell’erg Ouarane che regala al visitatore momenti di singolare intensità emotiva come il risveglio pigro del mattino con il vociare dei bambini che vanno a scuola in sottofondo, la quiete delle prime ore pomeridiane appesantite dal caldo e il silenzio etereo delle notti stellate che restano impressi nel cuore di chi li vive come vecchie foto sbiadite e ingiallite dal tempo. (patrimonio, unesco1996). Il suo nome è  oasi in lotta perpetua contro l’insabbiamento e l’oblio in cui due città e due anime – la “vecchia” e la “nuova” – si sostengono a vicenda. Edificata tra l’XI e il XII secolo per le esigenze delle carovane che transitavano attraverso il Sahara trasportando armi, stoffe, cereali e libri dal Nord e sale, gomma arabica, schiavi, oro e avorio dal Sud, . A nostro arrivo ci presentano libri redatti su pergamene di gazzella finemente decorate con colori naturali da magnifiche miniature, questi tesori dell’oasi sahariana – custoditi all’interno di bauli di legno in balia delle termiti e della sabbia – ora sono gelosamente tramandati di generazione in generazione e accanto a testi di natura prettamente religiosa ci sono compendi di scienza, letteratura, astronomia, diritto e matematica, giusto per citarne qualcuno.
Tra questi luoghi della memoria insidiati dalla sabbia e dal tempo, dove è impossibile lasciare impronte e dove l’orma del piede viene rapidamente cancellata dal vento, c’è un’altra biblioteca: la 
Biblioteca Habbot – fondata nell’XIX secolo la casa di Sidi Ould Mohamed Habbot, esponente di un’antica famiglia di eruditi e mercanti che ebbe un ruolo di rilievo nella diffusione del pensiero islamico nel Sahara e nel Sahel – si distingue nel mondo mauro per la sua ampia collezione (circa 1.400 opere tra studi coranici, trattati scientifici, religiosi, storici, letterari e linguistici) di cui è tuttora possibile ammirare la straordinaria perizia dei calligrafi e degli incisori medievali. Un’altra biblioteca di grande interesse è la fondazione Ahmed Mahmoud che ospita circa 500 esemplari e accoglie il visitatore con un motto della saggezza africana espressa dalle parole del grande scrittore maliano Amadou Hampâté Bâ :”La conoscenza è una fortuna che non impoverisce chi la offre”.

Tichitt . ha una architettura unica nel suo genere con riferimenti all’arte sudanese. Villaggio berbero con riferimenti ancora al neolitico anche qui abbiamo incontrato famiglie con libri conservati accuratamente come bambini da proteggere. Gli Ulema, i Sapienti, si rivolgevano a copisti professionali per rispondere alle richieste di intellettuali e commercianti facoltosi che volevano acquistare per sé le opere importate. Ed ogni libro trascritto veniva a costare quanto un dromedario. Poi, dai copisti, il manoscritto passava ad abili artigiani per la rilegatura.

A Walata questa generalizzazione della cultura consentì ai cittadini di ogni classe sociale l'accesso al mondo del sapere, al punto che nel XVI° secolo in ogni casa si trovava un erudito Anche presso le famiglie di Walata si costituirono ricche biblioteche private che, col passare dei secoli, assunsero un valore inestimabile e alcune sono giunte quasi integralmente fino a noi.I libri, la cui diffusione superava, come a Timbuctù e a Chinguetti, il valore di qualsiasi altra mercanzia, entrarondo in massa in tutte le famiglie, anche le più modeste. Ai dotti del pensiero si unirono artisti e architetti che diedero alle costruzioni pubbliche e private un'originalità ornamentale rimasta unica ma con il declino del commercio transahariano e lo spostamento delle strade e dei centri economici sulla costa atlantica, la prosperità e le attività di Walata decaddero e con esse la vita intellettuale e i fermenti di pensiero. Molti abitanti lasciarono la città senza farvi più ritorno e numerose biblioteche, nelle case abbandonate, si deteriorarono e furono saccheggiate o disperse. Fortunatamente le famiglie rimaste conservarono con cura i libri tramandati di generazione in generazione dai loro antenati ed è grazie a loro che oggi possiamo ammirare ed esaminare questo patrimonio storico-culturale. Le città simbolo deller civiltà del deserto, fino alla fine dell'XVI° secolo, poterono pivaleggiare con Timbuktu sia come emporio commerciale carovaniero che come centro culturale.

MALI (2007)

Nel deserto del Mali e soprattutto a Timbuctu, si trovano molti libri di inestimabile valore che purtroppo non possono difendersi da Incendi e devastazioni.

Il governo maliano ha redatto un elenco delle famiglie possessori di questi libri e assicura che c'è massima attenzione e vigilanza. Anche se le biblioteche si trovano in case private i libri o manoscritti sono tenuti come parte della famiglia, attualmente la maggior parte di queste opere uniche sono in attesa di scansione, per poi passare alla fase di recupero o restauro. Le biblioteche del deserto rappresentano fonti di valore inestimabili sia come scritti scientifici  che per la ricercatezza di alcune copertine lavorate artigianalmente. Questi libri in via d'estinzione vengono protetti anche dalla luce e, da generazioni sono  custoditi come tesori. In questi giorni sono state date notizie e poi smentite di incendi ma speriamo che questo non avvenga mai perché sarebbe un disastro.

Per Timbuctù rappresentano  il bene più prezioso della trasmissione culturale e storica di generazioni che hanno lasciato testimonianza attraverso libri provenienti da tanti luoghi e trasportati dalle rotte carovaniere  I manoscritti dichiarati sono circa 300.000 e attualmente rischiano di essere dispersi come valore umanitario. Naturalmente questo immenso valore a causa della politica interna subisce un rallentamento rispetto alle Biblioteche della Mauritania a si spera in progetti di recupero veloci e tempestivi che a causa del cambiamento climatico potrebbero avere un disastroso addio a fonti che non potremo mai più recuperare.

Il Giappone ha aiutato il Mali e il suo patrimonio librario. Il Ministro degli Esteri, Fumio Kishida,  aveva comunicato una donazione al Giappone 120 milioni di dollari per aiutare le attivita' umanitarie con lo scopo di stabilizzare la regione del Sahel minacciata. Ma vi sono molti altri progetti per la salvaguardia delle Biblioteche del deserto a cui partecipa anche l’Italia Queste biblioteche e il loro patrimonio culturale sono in serio pericolo a causa del cambiamento climatico che non ha risparmiato la Mauritania e che attraverso le erosioni e le inondazioni dovute alla desertificazione potrebbe cancellare, come orme sulla sabbia, ogni traccia del tempo andato.

Il ns. Centro Studi DEA ha più volte ha organizzato mostre, convegni, incontri nelle scuole e dibattiti sull'argomento: recupero delle fonti storiche delle Biblioteche del deserto

Ricerca di Senso: una ricerca accurata su percorso di studio

http://www.deapress.com/ultime-nove-mainmenu-2/internazionale-mainmenu-58/7208-mali-e-mauritania.html

http://www.deapress.com/archivio/editoriali/2816-mali-biblioteca-al-wangari.html

http://www.deapress.com/internazionale/14296-il-mali-in-mostra-a-firenze.html

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