Stragismo (Achivio DEAPRESS 2016)

Sabato 14 Aprile 2018 08:41 luca grillandini
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Abbiamo trovato nel nostro archvio DEApress il seguente articolo del 2016:

Ieri, ospite presso l'Università di Firenze in via Cavour 82, lo storico ed esperto in stragismo Aldo Giannuli, che ha parlato durante la lezione del Prof. Cazzola (Scienza della politica) con argomento: "la strage di Piazza Fontana" avvenuta a Milano il 12 Dicembre 1969. La strage viene ricordata come  il più grave caso di "terrorismo" accaduto fino ad allora in Italia,  in quanto non fu  un attentato in "zone periferiche" e a "persone mirate" bensì fu un' azione destinata a colpire la massa,  indiscriminatamente, in pieno centro a Milano.

Su questa vicenda putroppo, non si è mai fatta luce e, dopo anni di lunghi processi, la Magistratura Italiana, ha assolto gli imputati, sancendo la fine della ricerca dei reponsabili della strage, chiudendo così la faccenda.
Giannuli ha denunciato la scarsa conoscenza che vige in Italia -soprattutto tra i giovani- sulle stragi di Stato, riportando i dati di un sondaggio svolto quest' anno tra gli studenti delle Scuole Superiori, dal quale è venuto fuori che: il 43% attribuisce la responsabilità della strage alle Brigate Rosse (che nel '69 pare che ancora non esistessero!), il 20% alla mafia, il 18% ai Fascisti e, il 26% non sa nulla a riguardo.
Questa  confusione - ha dichiarato l' esperto - è una conferma che di questa strage, si è voluto, sì farne un capitolo chiuso,  ma se ne è aperto un altro sulla Magistratura Italiana, che non è stata in grado di rendere giustizia, ammettendo impotenza e/o mancanza di volontà.
Afferma ancora che, a seguito di ciò, si è creata scarsità di informazioni chiare e attendibili, dovuta  anche alla mancanza  di storici e intellettuali  che del tema si  occupino, o meglio si "impegnino", così come avveniva negli anni '70, quando c'era la "letteratura dell' impegno".
Giannuli ha concluso dicendo che, non ci si può aspettare chiarezza d' informazione, se casi come questi, restano nella "memoria politica" e non subiscono il passaggio alla "memoria storica", che sarebbe poi quella che restituirebbe giustizia e verità ad uno dei fatti di cronaca e politica più tristi della storia d' Italia.
Dopodichè Giannuli e Maurizio Lampronti sono stati presso l'agenzia di stampa DEApress, dove sono stai intervistati ed è continuato un dibattito vivace  dopo la proiezione del documentario di Pasolini "12 Dicembre". Tra gli ospiti, anche l'avvocato Mori e il cantautore Fornaciari, detto "Pardo", che alla fine ha intonato le  canzoni degli anni '70. Ma la serata non è finita quì: la musica e il dibattito è continuato presso l' "archivio  il 68"  , che dopo una cena, ha visto una massiccia affluenza di pubblico.
Un'esperienza unica, in quanto l'interscambio e la dinamicità di questa operazione informativa, curata dai giovani dell'ufficio stampa DEApress,  ha reso  l'intera giornata  un' interessante percorso di approfondimento.

DEApress- Michela Scaramuzzino 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 29 Maggio 2018 11:16 )