Secondo giorno del Festival sul cinema, arte e cultura dal Medio Oriente

Giovedì 07 Aprile 2016 14:38 Margherita Cruciani
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Ieri il settimo Festival sul Medio Oriente, Middle East Now, ha dimostrato nella sua seconda giornata di saper mantenere alta l'attenzione e la partecipazione.
Dopo un inizio in sold out, anche il secondo giorno infatti è stato molto partecipato, dalle proiezioni dedicate agli studenti delle scuole medie e superiori della mattina, alle proiezioni del pomeriggio come, in anteprima mondiale, "74" di Sattar Charmani Gol sulla repressione dell'Isis nei confronti del popolo kurdo.
Il pomeriggio è proseguito con la proiezione di un cortometraggio delicato e romantico, "Upstairs Neighbour", la storia di un anziano che, accorgendosi di una perdita proveniente dal piano superiore, decide di salire a controllare. Nell'appartamento si troverà ad aggiustare, oltre ad un rubinetto che perde, una storia d'amore.
A seguire un docufilm made in Australia ma girato a Kabul e nelle valli del panshir afghano: "Love Marriage Kabul", ovvero, un viaggio alla scoperta di cos'è l'amore ed il matrimonio nella cultura afghana, ma anche e sopratutto la storia di Mahboba Rawi una donna afghano-australiana che dedica la sua vita per la sua associazione, con 25 progetti in corso, tra i quali la gestione di orfanotrofi, cercare di garantire un'istruzione femminile anche nelle campagne ed aiutare le vedove di guerra, grazie ai fondi che raccoglie in Australia.
Interessante lezione di convivenza ne "IL PUNTO DELLE 19.30" con un dibattito su "che cosa non è l'Islam" a cura di Lorenzo Declich, e la gustosa degustazione di piatti tipici del medioriente curata dagli chef ospiti del Festival.
La serata si è conclusa con "Parisienne" , la biografia di una ragazza emigrata dal Libano a Parigi, film pluripremiato di una delle autrici più importanti del cinema libanese, Danielle Abrid, ospite speciale presente in sala.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 07 Aprile 2016 16:23 )