Memoria di Roberto Roversi

Domenica 16 Settembre 2012 02:24 Marco Ranaldi
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Quando il tempo passa e le cose si susseguono, le anime trasmigrano, partono, s'evolvono e lo spazio della terra diventa sempre più poetico. Sarà un caso ( niente si muove a caso) ma dopo che Lucio Dalla ha cambiato dimora, anche Roberto Roversi ha preso le strade dei tempi d'altrove, o forse di un paradiso dove ci si va per vedere la caduca vita umana trasformarsi in altro. Così il buon Roversi, comunista letterato, anima libera e bibliofilo d'alto bordo, ha deciso di lasciarsi andare, di chiudere il suo percorso terreno per trasmettere la sua positività attraverso i suoi scritti e la sua grande opera di profondo intellettuale. Certo, in tempi in cui essere intellettuale significa soprattutto "niente", definire in questo modo un personaggio come l'uomo bolognese potrebbe essere riduttivo. Ma meravigliosamente non lo è poichè Roberto Roversi è stato un uomo di grande levatura morale e spirituale e nella sua lunga vita, ha regalato al mondo di quelle persone che si nutrono d'amore verso la vita, tutta una serie di scritti, di parole messe assieme per significare e per definire un tempo che innegabilmente già non appartiene più dopo averlo scritto. Eppure, considerando la sua "leggera rivoluzione"operata  con il pard Lucio Dalla ( un pò Tex Willer e Kit Carson), Roversi incosciamente ha cambiato il motore della canzone italiana, quella d'autore s'intende. La sua breve e lunga collaborazione con il "folle" Dalla ha ridefinito il senso della canzone d'autore, andando oltre tutto quello che era già stato scritto e aprendo i portoni ad una corrispondenza incredibile fra musica e poesia. Se fossero vissuti nell'800 i nostri due personaggi, avrebbero scritto dei lieder come Schubert o Schumann, invece in un novecento provinciale, in un'arida canzone che già vagava nel vuoto dei soliti componimenti, quello che insieme hanno prodotto è da considerarsi un vero miracolo della natura delle arti. Poi la giusta separazione, le strade divise per i propri componimenti e una grande, grande passione per le cose della vita, quelle che scavano nel fondo delle terre dei tempi, belli e brutti. Certamente ci mancherà la presenza di bibliofilo, del suo grande amore per i libri (come oggetti d'arte, di passioni e di emozioni), della sua profonda conoscenza del verso da cantare e del verso da suonare nell'anima, ma non ci mancherà il senso di una vita spesa per incantare gli animi, nel silenzio di Bologna, di una casa biblioteca, di un monastero d'altri tempi, circondato di memorie e di sensazioni irripetibili.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 19 Settembre 2012 16:36 )