Casa Ricordi memorie nel tempo

Martedì 01 Maggio 2012 17:07 Marco Ranaldi
Stampa

Pochi editori in italia hanno goduto del successo e della storicità come Ricordi, milanesi da sempre, estinti da tempo, conservando però il fascino di chi ha fatto parte della crescita musicale. Oramai la società Ricordi è stata smembrata come carne da macello (grande responsabilità hanno avuto gli organi di stato che hanno permesso tale dismissione culturale); purtroppo il grande gruppo musicale nel giro degli utlimi anni è stato prima acquisito da un gruppo tedesco che ha poi smembrato l'intero assetto societario, vendendolo in tante parti. Da questo scempio rimane oggi iil nome RIcordi e, fortunatamente la Bmg non ha dismesso il gruppo storico, quello  che cura la biblioteca e che conserva la grandissima memoria di  una società editrice unica nel genere. Stefano Baia Curoni ha preso a cuore la storia della Ricordi e ha cercato di narrarla con grande spirito e con attenzione certosina alla ricostruzione degli eventi. Ha pubblicato quindi per Il Saggiatore Mercanti dell'opera. Storie di casa Ricordi (pag. 280 € 22,00). L'autore non è un musicologo ma un economista e il suo studio, basato principalmente sulla storia della musica fatta dai Ricordi, prende spunto dalla città di MIlano, sede unica della società, per affrontare la storia dell'opera italiana attraverso i Ricordi e la continua economia della società, dall'inizio tipografico fino alla grande espansione sul mercato nazionale ed internazionale (Ricordi ha avuto sedi anche in Sudamerica). Certamente Baia Curoni è attento a non appesantire il suo studio con dati economici per professionisti, anzi cerca di contenere il suo discorso nella storia di Verdi, di Puccini e soprattutto della nostra nazione culturale, nei cambiamenti e nel definitivo ruolo di un editore che da tipografo era riuscito (attraverso la sua discendenza) ad essere punto di riferimento della intera impresa operistica europea (pochi altri editori hanno goduto della fama di Giulio Ricordi e del suo potere decisionale nell'ambito degli allestimenti operistici). Con un ampio inserto fotografico, il volume si legge molto piacevolmente. Il rammarico è per l'era contemporanea, arida nel comprendere l'estremo valore di un balzello di uomini che hanno dato alla nostra storia una ventata di internazionalità che è oggi solo leggenda.

Share