
Due momenti della grande festa in cui Laura ha radunato vicino a se le persone più care e significative del suo percorso di vita.
La vediamo sopra con il marito Juri tra i regali ricevuti tra glia altri il contenitore usato per trasportare il midollo osseo per il suo trapianto e sotto con il marito Juri ed il figlio Alberto di fronte alla grande torta con la bandiera canadese a simboleggiare il paese che gli ha ridato la vita collegata a quella italiana.
Laura, una giovane donna della provincia di Pistoia, che grazie ad un trapianto avvenuto dieci anni fa, ha sconfitto la malattia e vive felice. Qualche giorno fa ha riunito parenti ed amici più cari in un locale per festeggiare questo evento.
Tutto inizia circa 13 anni fa, quando a Lura viene diagnosticato un linfoma non Hodgink, una forma piuttosto aggressiva di tumore del sangue. La storia comincia così con le terapie, pesanti dure che la feriscono nell’anima e nel corpo, poi un autotrapianto. Sembrava finita, invece dopo qualche mese la malattia ricompare, e Laura cade nello sconforto, uno sconforto breve, perché Laura è una donna forte, e subito si fa forte e combatte con la tenacia e la rabbia di una guerriera contro il male a cui non vuole darla certamente vinta! Lo fa per se, per Juri il marito ma soprattutto per Alberto il loro piccolo bimbo di pochi anni, vuole vederlo crescere, vuole accompagnarlo a scuola, vuole vederlo fidanzarsi… vuole diventare nonna! Racconta commossa di quando lo abbracciò, mandandolo a dormire dalla zia Cristina, perché al mattino dopo sarebbe iniziato il suo lungo percorso ospedaliero! Dopo le pesanti chemioterapie serviva un trapianto, ma questa non un autotrapianto, ma un trapianto da una persona diversa, da un “gemello genetico”! Verificata la mancanza di compatibilità tra i familiari, i medici che la curavano attivarono subito una ricerca attraverso la banca dati mondiale dei donatori volontari per cercare un donatore compatibile. Dopo qualche settimana la buona notizia! Un donatore compatibile e disponibile era stato individuato in Canada!
Gioia indescrivibile! E fu così che furono messe in atto tutte le procedure per portare il donatore alla donazione e Laura al trapianto. E fu così che la mattina del 12 gennaio del 2007, anche grazie al Nucleo Operativo di Protezione Civile, la speciale organizzazione italiana che si occupa in tutto il mondo, di questi speciali trasporti di DONI DELLA VITA il prezioso dono arrivò a Laura, o meglio nelle mani dei medici che l’avevano in cura e che subito diedero luogo al trapianto.
Sono passati 10 bellissimi anno da quel momento, Laura si è reinpossessata della propria vita, ha accompagnato a scuola Alberto che adesso è adolescente ed a scuola preferisce andarci da solo, ma non solo questo Laura si è impegnata e si impegna tutt’ora moltissimo, quale attivista infaticabile di ADMO ed AVIS due delle associazioni per la sensibilizzazione alla cultura della donazione, ad andare in ogni parte d’Italia per raccontare la sua storia, affinchè la sua testimonianza sia di stimolo a tante persone per dare la loro disponibilità a donare, perché come dice lei, “ogni ammalato ha diritto di vivere una vita felice come quella che io stò vivendo” ed aggiunge “questa è la mia mission, me lo sono promessa quando attendevo il dono della VITA che che se avessi superato il trapianto mi sarei impegnata totalmente perché tutti gli ammalati potessero avere la mia stessa sorte di poter trovare un donatore!”
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