I viaggi di vanù

Giovedì 07 Febbraio 2013 13:29 Silvana Grippi
Stampa

I viaggi di Vanù

 

Vanù è l'altra faccia della  mia personalità. Sono nata in viaggio dal sud verso il nord, da Mazara del Vallo a Gradisca d’Isonzo. Mia madre decise di andare a partorire nel Friuli perché lì le ragazze erano tutte belle, alte e bionde. Una speranza che non si è realizzata. Mia madre racconta che dopo il parto la levatrice commise un errore, buttò l'acqua sporca fuori dalla porta. Questa usanza vale per il figlo maschio che deve uscire presto da casa ma non per la femmina. A  causa di ciò sono diventata troppo indipendente. Altro aneddoto raccontato sempre da mia madre: siccome si usava lasciare la  porta con la chiave inserita, mentre mia madre era a letto si è trovata in stanza una zingara che secondo lei voleva rubarmi. E quindi io sono zingara perché mi ha rubato l'anima con lo sguardo. Questo mi ha portato a parteggiare sempre per i nomadi.

La mia famiglia verso metà degli sessanta si trasferisce dalla Sicilia in Toscana.Per l'esattezza a Sesto Fiorentino, proprio l'anno dell'alluvione, Ero una delle prime bambine immigrate e quindi a scuola mi prendevano in giro per il mio linguaggio aperto. Il mio fratellino fu addirittura bocciato due volte in seconda elemenare. Mio fratello il grande che in quegli anni studiava all'Università di Bologna accusò i maestri di essere razzisti e non preparati con le nuove metodologie scolastiche.

I miei primi viaggi all’estero (negli anni settanta) sono stati fatti insieme alla famiglia per andare a trovare un'altro fratello che era andato a lavorare in Spagna, Francia e poi Inghilterra. Così ho potuto visitare tre grandi città: Barcellona, Parigi e Londra. Queste esperienze sono stati determinanti per la mia crescita.  Viaggiare come concetto di conoscenza e poi viaggiare per imparare e in seguito viaggiare per scoprire usi e costumi di altri luoghi geografici.

Negli anni ottanta inizia il mio interesse per la geografia politica e inizio a spaziare per  vedere l’Africa e il Medioriente, le ex-colonie francesi, italiane, inglesi e  portoghesi, e sempre più lontano. L'amore per questi luoghi lontani mi è stato trasmesso dalla lettura (i racconti dei miei fratelli su Salgari) e dai film che hanno stimolato la mia fantasia di bambina. Sono sempre andata alla ricerca di "Gente libera in luoghi persi", questi erano i sogni ad occhi aperti che facevo prima di addormentarmi: briganti e brigantesse, pirati e piratesse.  In quelle terre o isole lontane volevo affacciarmi per vedere oltre le apparenze la vita dei loro abitanti. Ecco i miei studi orientarsi verso la geografia umana. Dopo trenta anni di viaggi tra le varie civiltà mediterranee, africane e mediorientali, mi è venuta voglia di parlarvi di alcune “genti” che ho incontrato in questi paesi: Tunisia, Algeria, Marocco, Sahara Occidentale, Mali, Mauritania, Senegal, Gambia, Guinea, Sudan, Eritrea, Egitto, Sinai, Palestina, Israele, Yemen, Turchia, Giordania, Siria, Albania, Armenia, Georgia e Iran.

Share

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 08 Febbraio 2013 20:07 )