“I 10 SAGGI SENZA LA SAGGIA”
Per far fronte allo stallo istituzionale in cui si trova l’Italia, il Presidente della Repubblica ha scelto di avvalersi di dieci “facilitatori” che in un arco di tempo limitato possano trovare posizioni convergenti su alcune priorità. Un tentativo del Presidente di uscire dall’impasse con la nomina di 10 saggi. Saggi e uomini, tutti uomini. E le sagge?
IL Presidente Napolitano ha istituito due commissioni per le riforme e le misure urgenti : la prima si occuperà delle riforme istituzionali e la seconda lavorerà sulle proposte in campo economico, sociale ed europeo. La scelta della composizione delle commissioni è stata oggetto di critiche, non solo per lo scalpore politico e istituzionale che il suo carattere di novità ha portato con sé, ma anche per aver toccato un tema di forte impatto in questo periodo della nostra storia: il ruolo delle donne in politica.
La pressione creata dall’opinione pubblica su questo accadimento richiama la sensibilità sulla partecipazione delle donne ai ruoli politici, segnata anche recentemente dall’elezione alla Presidenza della Camera di Laura Boldrini, la terza donna dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. La neopresidente rivolge la sua attenzione in particolare ai giovani, agli umili, agli esodati e alle donne ed afferma di guardare al futuro con ottimismo e concretezza. Una concretezza che i movimenti femministi chiedono. Le donne si stanno facendo spazio, rivendicano il loro ruolo sentito come necessario alla crescita civile, sociale ed economica del Paese; gli italiani lo sanno e lo hanno dimostrato con il voto.
E’ del 2 Aprile 2013 la petizione (https://www.change.org/it/petizioni/mai-pi%C3%B9-al-governo-senza-le-donne-se-non-ora-quando) del collettivo “Se non ora, quando?” che vorrebbe dare alla competenza delle donne il ruolo che meritano, chiedendo a gran voce una rappresentanza a tutti i livelli. Il 52 % della popolazione italiana è rappresentata da donne, ed è da escludere che non ci siano competenze femminili in campo socio-economico e istituzionale che avrebbero potuto e meritato di far parte delle commissioni.
La critica contesta al Presidente l’assenza tra i 10 “Saggi” di donne e giovani , ciò che servirebbe per guardare avanti, per dare speranza, per costruire un futuro. E’ una scelta che ricorda un’Italia ancora maschilista, tradizionalista e succube dei poteri forti. Napolitano scusandosi, ribadisce di aver dato vita con estrema rapidità ad organismi non formalizzati e di breve durata. Ma le scuse non sembrano essere abbastanza per chi sta lottando con estrema forza per rivendicare il ruolo delle donne.“Quando l’ondata di sdegno non contempla azioni concrete, il rischio è di cadere in un moralismo vuoto e funzionale ” scrive Luisa Betti.
Quando si dice che la politica ha il nobile compito di tracciare le linee del futuro della società , forse si parla anche di quanto scelte apparentemente formali come questa, contengano tutto il valore di un punto di vista sul Paese. La speranza è che di questo errore si faccia tesoro, trasformandolo in linfa vitale per i prossimi passi di ri-costruzione che ci attendono.
Schiavone Sofia
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