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La guerra fra Ambiente e Lavoro un guadagno per pochi

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Oggi sempre più spesso è posta ingannevolmente la falsa scelta fra ambiente-salute o lavoro e oggi più che mai c’è la necessità di superare questa contrapposizione, come scrisse Seneca nella tragedia di Medea:  cui prodest? A chi giova? Escludendo i lavoratori e le loro famiglie che spesso e volentieri sono parte integrante della popolazione soggetta a inquinamento non  resta che il proprietario dell’impianto o a seconda dei casi gli azionisti della multinazionale di turno. Le prime vittime dell’inquinamento e della mancanza di sicurezza sul lavoro sono i lavoratori stessi, per citare due esempi: la Fabbrica Eternit di Casale Monferrato e la tragedia della Thyssenkrupp, ILVA di Taranto ecc ecc; solamente nella logica del profitto più brutale e scellerato si possono avere episodi di tale efferatezza sia verso la salute dei lavoratori sia verso il rispetto ambientale che racchiude in se la salute della popolazione. Lo sviluppo industriale è riuscito grazie alla chimica farmaceutica a debellare, nel primo mondo, le malattie infettive come prima causa di morte, ma, allo stesso tempo si è sostituito ad esso con le neoplasie (tumori) che sono causate per 97% dei casi dalle condizioni ambientali. La possibilità di rivoluzionare gli impianti oggi è una realtà ma resta sempre lo scoglio puramente economico della logica del profitto che si concretizza nel concetto dello sfruttamento fino alla termine delle risorse e del rimpiazzo della tecnologia con una più conveniente, qualora si ponga il problema della salute da parte della popolazione a Taranto ciò non è successo. Alla luce delle attuali conoscenze del livello di assorbimento e inquinamento dell'acqua non resta solo il constatare il fallimento dell'attuale sistema economico-industriale-sociale basta pensare alla situazione attuale in Toscana 88% della fondi di approvvigionamento idrico è di pessima qualità e richiede trattamenti fisici-chimici spinti per la potabilità e pesa sugli abitanti l'equivalente di tre volte i residente di tutta la regione: 3,5 milioni. Si deve anche tener conto che maggiori sono i prelievi e più si concentrano gli inquinanti e più ne risente la salute pubblica, tecnicamente i processi industriali estrenalizzano i costi evitando di smaltire i residui di produzione disperdendoli direttamente nell'ambiente grazie alla complicità dello Stato tradendo il diritto alla salute e la preservazione del paesaggio principi fondamentali della nostra costituzione. Si può affermare che tale modus operandi fra ricadute ambientali, sanitarie e occupazioni costi alla popolazione tre volte di più rispetto a tutto il PIL prodotto dal settore industriale a livello nazione, se per un istante ci soffermiamo sul fatto che distruggiamo il nostro ambiente e il nostro futuro per il solo ed esclusivo accumulo da parte di pochi di un’enorme montagna di banconote senza valore, significa che quest’articolo ha un senso.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 03 Aprile 2013 14:31 )  

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