Bagno a Ripoli (Firenze) - Tre giorni a Mondeggi -
Sabato mattina alla scoperta di Mondeggi, la fattoria senza padroni, il luogo della speranza dove molte energie stanno cercando di far valere un progetto di valorizzazione e rispetto della natura. Mi sono immersa volentieri in questo "momento magico".
Una scelta di bene comune e di dignità umana.
Tante le genti che questa mattina sono presenti, circa 100 tende spontanee e tante macchine. Partecipano, donne, uomini, bambini, ragazzi, giovani e anziani.

Ho preso l'autobus con una collega, poi per l'ultimo tratto, un passaggio da un amico e al ritorno un strappo di tre giovani e da provvocatrice ho chiesto il loro parere.
Presenti gente comune, politici, avvocati, urbanisti e intellettuali in genere. Non importa il loro nome ma è importante riconoscere coloro che si impegnano con la loro presenza professionale per "essere di aiuto" alla collettività. Una bella occasione per fare tante domande: Ho chiesto a Gabrio, un giovane con la chitarra, perché era lì, mi ha risposto di essere presente in una situazione importante "in una fase di costruzione di ipotesi". Per lui è come bere con gusto, l'acqua rappresentava la semplicità e il gusto è la ricerca di nuovi sapori, poi forse per spiegarmi la sua metafora mi dice che "sta cercando nuovi rapporti" e questo a lui serve anche per nuove socializzazioni, nuove risposte per il suo futuro e anche un po’ di speranza. Una ragazza, di nome Tilde, è arrivata da Roma, in questo periodo si trova in cassa integrazione e sta cercando un "nuovo stile di vita" e una sua personale identificazione. Una anziana svampita è venuta per curiosità. Un contadino del luogo se la ride e dice: la terra vuole l'uomo basso, umile e che si sacrifichi... Una intellettuale scrive in un blocchetto tutto quello che dicono, ma non credo che riesca a cogliere il linguaggio eppure scrive.....Una coppia con un canino bianco, affermano che sognano da tanto tempo un "luogo umano"......Alcuni stanno andando a zappare senza scarpe. E i rovi?
Questa sì che è un'occasione ghiotta per sociologi, psicologi, disperati, emarginati, tutti quelli/e che usano la "a" prima dell'oggetto. Mi domando e vorrei anche rispondermi, ma andiamo con ordine, perché di domande ce ne sono tante. Mi piacerebbe continuare ad indagare sui diversi pensieri ma sulla loro venuta "in campo".
La Carta etica di Mondeggi, a cui ha aderito tanto popolo, è in discussione nelle persone "a cerchio" in due opposti gruppi per analizzare più progettualità: assemblea diretta e pubblico dibattito. Hanno aderito molte realtà fiorentine, anche il Movimento Nazionale Genuino Clandestino e Terra Bene Comune......forse anche altri gruppi.
Eccoci ad un bivio. Crisi o post-crisi? Da ciò può nascere una nuova forma di autogestione? Una specie di comune? Un esempio di indipendenza sociale e politica?
Lavorare per passione stanca meno, e allora perché lavoriamo per obbligo? Avrà continuità questo luogo/esempio?
Questa nuova forma di gestione è prospettabile come micro-cambiamento? Se la terra è un bene della comunità perché da sempre ce la siamo fatti scippare.
L'abbandono della città per la ricerca della civiltà contadina è in via d'attuazione? Quali saranno i nuovi scenari ....di vassalli, valvassori e valvassini?
Mi viene in mente che stiamo vivendo un inizio secolo che ricorda altri tempi, le rivolte dei contadini in Sicilia (finita nella strage di Portella della Ginestra) e quelle contro la mafia (Impastato e Rostagno), anche quelle degli "indignatos” che occupavano le piazze (idranti e distruzione delle tende), ora ecco i nuovi gruppi spontanei che dialogano su tutto, su nuovi progetti, su nuove forme di intervento sociale, questa volta però, con un occhio rispettoso e attento, rivolto verso al lavoro, in primis alla "terra" come lavoro e sostentamento...Questa grossa esperienza sta avvenendo nel bel paesaggio della Toscana agricola e florida, intanto, la Provincia prima di sciogliersi ha messo tutte le proprietà del demanio pubblico all'asta. Chi vincerà e chi saranno i nuovi offerenti? Queste nuove esperienze ci porteranno verso il Bene comune?
Gli amministratori della nostra politica spendono e spandono per organizzare occasioni culturali mentre La Fattoria di Mondeggi invece ha dimostrato che senza programmazione, senza soldi e con tanto impegno si può fare una "rivoluzione". In tre giorni un comitato qualunque ha fatto partecipare circa mille persone all'evento con tre concerti, uno spazio cinema e teatro, laboratori e corsi per futuri contadini, ci sono state anche libere assamblee e tavoli di lavoro, libero campeggio, colazioni, pranzi e cene collettive, sono stati impiantati servizi igienici, docce, fontanelle di acqua potabile, gioci e animazioni per bambini. Questo ci impone una attenta riflessione!
E' forse nata una nuova era? Qual'è la società che vogliamo costruire? Da tempo sono nati tanti piccoli ecovillaggi dove l'economia è sostenuta da lavori di fatica, piccola vendita nel mercati, scambi dei semi antichi, incontri e rapporti umani. Ammirevoli!
Quali speranze per uno stato senza padroni? Mi piace pensare che i nostri figli sapranno gestirsi il rapporto con il tempo/lavoro/scelte di vita in maniera più equilibrata e ecosostenibile della situuazione attuale. Ma soprattutto senza essere dipendente del capitalismo carnivoro!
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