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Foto Galleria DEA - con Pio Baldell e Silvana Grippi che presentano Prospero Gallinari
Il prof. Pio Baldelli era un esperto di comunicazione e gli piaceva presentare autori impossibili: aveva autorevolezza e una veste innovativa nel formulare stili di vita. Ha insegnato a molti giovani, donne e uomini, ed ha voluto fortemente costituire una Agenzia di Stampa libera, indipendente e socialmente utile. Il suo motto era "la creatività in primo piano" e durante le sue lezioni portava in cattedra esperti di vari settori, ma anche gente semplice che raccontava la propria vita e ancora studenti con proposte interessanti.
Gli esami, di questo docente sui generis, erano un momento accattivante dove ogni soggetto poteva esprimere il proprio pensiero e poteva decidere di parlare dell'argomento che avrebbe determinato la valutazione. Si può dire che l'esame di Comunicazione di Massa a Firenze era un progeto sperimentale, dove migliaia di giovani si approcciavano.Ha vissuto una vita barricata e piena di sfide che negli anni ottanta/novanta ha formato tutte le professioni. Il nostro futuro è passato dalle sue mani e l'Università inconsapevolmente ha dato voce a migliaia di "esperimenti sociali" la sua notorietà però lo portava ad essere criticato e i nemici erano tantissimi, tanto che alla sua morte fu addirittura ignorato.
Baldelli era un esperto di cinema, teatro, televisione e addirittura ha parlato anche dei nuovi mezzi di comunicazione "dei social" che si affacciavano e nell' ultimo libro lancia un allarme dicendo che siamo tutti "analfabeti". L'obiettvo della DEApress nel suo nascere era scrivere e conquistare una fascia di giovani che volevano provare a fare i giornalisti; diventare giornalista voleva dire far parte di una casta ristretta e questo spazio dato in mano agli studenti era un'ocasione d'oro. I lettori durante quegli anni di disorientamento comunicativo ed informativo vennero aiutati alle scelte, e la carta stampata diventò principale nel lavoro dell'associazione Dea. La ricerca di una grafica accattivante con formule di visibilità fu attuata durante alcuni corsi gratuiti di grafica, che ogni anno si avvalorava con nuove metodologie
L'immagine divenne centrale e quindi ecco arrivare a formule visive con il supporto della fotografia. Happy! Ecco un momento di grande rigurgito culturale per Firenze arretrata e frenante. Abbiamo iniziato con la radio libera e le sue letture delle rassegne stampa, le telelibere e il ciclo di stampa alternativa (copi/incolla) di cui nessuno parla perché tutti vogliono essere originali e inventivi, invece "tutti copiavano tutto" e tutti ha detto di essere stati i primi. Non è importante "essere primi" dicevano Pio Baldelli e il suo amico Giuseppe Grippi. Basta esserci!
La situazione dell'Editoria è più complicata dei nuovi media, come pure la mediazione tra il vecchio e i nuovi concetti comunicativi. DEapress ha avuto un ruolo fondamentale sia nella dialettica che nella funzione civile, dove molti soggetti si sono affacciati. L'importanza delle fonti e la soggettività in contrapposizione con l'individualismo hanno rafforzato chiavi di letture atipiche. Le rassegna stampa per antonomasia ha avuto la funzione per decenni di informazione; oggi invece ci troviamo di fronte al un nuovo contesto che crea percorsi di" disintermediazione" attraverso il web e scelte veloci su dove volgere lo sguardo interpretativo dato che i vari palinsesti hanno sostegni politici con diverse interpetazioni della "notizia".
La notizia viene creata e poi fatta diventare cronaca :questo è un pericolo che la costruzione di "notizie false" ci porta ad aver bisogno della "controinformazione", come ci insegna nel suo libro il prof. Baldelli che ci ammoniva e ci spronava a ragionare.
Un altro elemento per eccellenza è l'ambiente scolastico che in questa crisi generalizzata non bisogna perdere mai "di vista".
Il "potere politico" ha sempre gestito l'informazione e ciò ci porta a ragionare in termini di difesa. I giornali hanno un valore imporante e la sua lettura dovrebbe essere un laboratorio da curare. In Italia ci confrontiamo con uno sgretolamento dei fondamentali requisiti di sopravvivenza, e per questo i gornali devono essere alleati della scuola pubblica. Il duemila si è aperto all'insegna di una nuova generazione che parlava di rottamazione e cambi di ruolo; ma anche se sono arrivati alla politica dei giovani nulla è cambiato. Il potere contrattuale dei giovani ha fatto nuove piattaforme comunicative a seconda degli obiettivi, percorsi e valori rinnovati.
Ora questa platea si è ridotta a forme concettuali e di rifiuto ideologistico (ancora da ridefinire) e il ruolo dei giornalisti è diventato quello di sperimentatore con un nuovo pubblico. Vedasi anche i "blog" e l blogger "bloggheristi" che aprono nuovi circuiti informativi o comunicativi allargati anche a chi non ha "cultura". E' addirittura una nuova professione!
C'è, dunque, da recuperare dei ruoli e ridefinirne altri, ma soprattutto determinrle i limiti dei politici o "nfluencer" che sconvolgono in pochi minuti anche l'apparato gestionale dell'Italia. Naturamentesi parte dal principio che ci possono essere varie forme di cultura (rappresentative o trasversali). Discutiamone! Come si può vedere in questi giorni di Covid 19 "tutto non è più come prima" e anche la Scienza sembra sia diventata un'opinione, Un patrimonio si sta disperdentdo e quale sarà la nuova "mossa del cavallo" come diceva Vittorio Foa? Ricordiamo che DEApress è No copyright.
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