Ex Panificio militare-odore di speculazione

Lunedì 23 Febbraio 2015 16:40 luca grillandini
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L’ex-panificio militare. Reportage di Luca Grillandini

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L'ex caserma "Guidobono”, chiamata panificio militare per via della funzione svolta, fu completata nel 1933 nell’area compresa tra le vie del ponte di mezzo, Via Mariti, Via da Empoli e Via de' Marignolli. Per anni, fu utilizzata allo scopo di rifornire alimenti all’esercito. Successivamente diventata magazzino, in seguito viene "lasciata senza attività" per arrivare all’odierna situazione di abbandono. In seguito ad una legge del 1996 – la numero 662 – è stata introdotta la possibilità della vendita di immobili direttamente da parte delle Forze armate.

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A partire dal 2003, inizia la vicenda della vendita del complesso che vede il comune di Firenze rinunciare all’esercizio del diritto di prelazione. Nell’ottobre del 2004 viene presentato il progetto Archea, che prospetta la costruzione di una torre, con numerose unità abitative. Sorge allora il comitato ex panificio militare, la cui attività porta all’abbandono del progetto. Nel gennaio 2007 il demanio vende la struttura ad una società del gruppo Baldassini – Tognozzi. Nel maggio 2007 il gruppo Baldassini–Tognozzi tenta di avviare dei lavori, ma questi sono bloccati dal comune.
Nel dicembre 2013 il curatore fallimentare del gruppo Baldassini – Tognozzi cede l’isolato ad una società del gruppo Esselunga, unica a far pervenire un’offerta.

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Recentemente la destinazione d’uso della zona è stata modificata portandola a commerciale ed è prevista la realizzazione di un enorme centro commerciale con alcune migliaia di metri quadri di superficie. L’inizio dei lavori non sarebbe imminente, secondo la proprietà, che, pur di costruire, sarebbe intenzionata a chiudere un proprio supermercato nella via Milanesi. Se, nel 1933 gli immobili del panificio militare erano al limitare della città, oggi sono parte della prima periferia, circondati da edifici che 80 anni or sono non esistevano.

Nel contesto attuale, l’offerta di unità abitative è consistente così come l’offerta commerciale, perciò sembra inutile se non dannoso procedere ad ulteriori interventi in tal senso. Tenendo conto delle numerose opere previste nei pressi – linee tranviarie 2 e 3 e stazione Tav di via Circondaria – sarebbe preferibile predisporre un piano con giardini, servizi per l’infanzia e gli anziani. È da mettere in evidenza che un’area verde con alberi è presente tra i fabbricati e alcuni stabili insieme al muro perimetrale appaiono ancora in buono stato di conservazione.

Nicla Gelli riassume in due parole la posizione del comitato «Basta cemento!»

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 24 Febbraio 2015 18:39 )