La Somalia: ieri e oggi

Giovedì 08 Marzo 2012 17:13 Samira Sharfeddin
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La Somalia: ieri e oggi

Da fine '800 l'odierna Somalia è stata territorio di conquiste coloniali: infatti varca la soglia del XX secolo divisa in Somalia Britannica e Somalia Italiana. Fu materia di scambio assieme alla Libia nel Patto di Londra (1915) e successivamente il regime fascista fece un'opera di consolidamento del controllo sul territorio. Durante la seconda guerra mondiale l'Italia arrivò ad occupare la Somalia Britannica, ma fu poi sconfitta con l'avanzata in Africa delle truppe Alleate. Al termine del conflitto l'Italia reclamò alla neonata organizzazione delle Nazioni Unite l'affidamento della Somalia in regime di trusteeship, ovvero in affidamento fiduciario fino al 1960, anno in cui lo stato somalo ottenne la definitiva indipendenza.

Dal 1969 salì al potere Siad Barre che governerà dittatatorialmente fino al 1991. Liberatasi dal giogo del colonialismo la Somalia cadde preda degli interessi sovietici e statunitensi che sul suo territorio trovarono un fertile terreno di scontro. Prima appoggiato dall'Unione Sovietica, poi dopo il tradimento di quest'ultima foraggiato dagli Stati Uniti, il dominio di Siad Barre si reggeva sugli aiuti esterni che, quando vennero a mancare nel 1991, lo condussero alla fine. Si formò un nuovo, ma effimero, governo che cadde dopo poco a causa di una aspra rivalità fra le diverse etinie che condusse ben presto ad una sanguinosa guerra civile. L'intervento americano, che si sovrappose a quello pacifico ma inutile dell'ONU, perse il suo carattere umanitario quando i soldati aprirono il fuoco sui civili mietendo un gran numero di vittime. Anche gli Italiani parteciparono alle operazioni, senza ottenere successi.
Le forze internazionali gradatamente si ritirarono fino a che nel 1996 la Somalia cessò di esistere come stato: sono sei gli stati che fino ad oggi, al suo interno, si sono proclamati indipendenti. La Somalia è un classico esempio di quello che viene definito oggi, nell'ambito della disciplina delle relazioni internazionali, un failed state. Questa infatti è priva non di una statualità giuridica, che consiste nel riconoscimento formale di sovranità da parte di altri stati, ma manca di una statualità effettiva. Questa seconda caratteristica può essere attribuita ad uno stato sovrano che abbia sviluppato istituzioni politiche efficienti , una solida base economica, e una sostanziale unità nazionale, diventando così una istituzione politica e economica di fatto. La Somalia non possiede nessuna di queste qualità empiriche, perchè nasce sulle fondamenta instabili di un colonialismo debole, come quello italiano, che ha messo assieme arbitrariamente etinie diverse senza creare un senso di appartenenza nazionale.
Lo “stato” somalo è passato poi dal dominio coloniale ad essere al centro degli interessi delle superpotenze fino a rimanere in balìa delle varie tribù senza fino ad oggi aver trovato mai pace. La sua posizione è geograficamente strategica per il controllo della navigazione dal Mar Rosso all'Oceano Indiano. Questo è stato compreso sia da Stati Uniti e URSS in passato, sia dai pirati che oggi infestano le coste somale. Si ricordano negli ultimi anni numerosi rapimenti ad opera dei pirati somali come quello durato quasi 7 mesi degli 11 marinai italiani lo scorso anno, o quello delle 18 persone rapite solo il mese scorso, di cui 16 liberate dalla marina danese, 2 morte. Responsabile oggi di rapimenti e attacchi terroristici, è anche il movimento insurrezionale islamista Al-Shabaabi. I suoi militanti sono attivi dal 2006 e sono nati come un'ala dell'Islamic Courts Group ma rivendicano dal 2007 l'affiliazione ad Al-Qaeda, anche se alcuni ritengono deboli i legami con quest'ultima. Inizialmente Al-Shabaab organizzava principalmente operazioni di guerriglia ma con il tempo ha sviluppato al suo interno un coordinamento anche politico, arrivando a controllare gran parte del sud della Somalia e imponendo la legge coranica in molte città. Ha inoltre bandito molte organizzazioni umanitarie, poi ritrattando nei momenti di maggior crisi.
Alla Conferenza internazionale di Londra, tenutasi il 23 febbraio, i rappresentanti di più di 40 paesi hanno discusso della situazione in Somalia e in particolare della lotta alla povertà, alla pirateria e al movimento Al Shabaab, contro il quale Hillary. Cliton, segretario di stato americano, ha chiesto sanzioni più dure.
Si è decretato il rafforzamento delle truppe dell'Unione Africana e della cooperazione in materia giuridica e umanitaria, in cui l'Italia si è detta disposta a impegnarsi in prima persona.
L'augurio, un po' utopistico, è che le forze internazionali riescano a mettere da parte i propri interessi e a cooperare per il bene di un paese da troppo tempo lacerato e diviso.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 11 Aprile 2012 10:35 )