In quasi tutti i Paesi d'Occidente, le abitudini di vita che condizionano il proprio bagaglio personale e – non ultimi – il rapporto tra genitori e figli, tra giovani e scuola e tra giovani e lavoro, in questa parte d'Europa non sono mai stati facili.
In Italia il condizionamento che i genitori vorrebbero i propri figli tutti per sé, oltre ad assoggettare perfettamente le loro esternazioni affettive, esiste anche un rovescio della medaglia: si trovano poi incapaci di organizzare la propria vita, di gestire le proprie responsabilità.
Nei Paesi Bassi e più precisamente in Olanda esiste una organizzazione e una cultura estremamente diversa. L'educazione familiare non è sintonizzata sulla punizione bensì sull'assunzione della responsabilità delle proprie azioni.
Bos , dopo il dolce, si accende una sigaretta, racconta il settimanale Donna di Repubblica. Sua madre inarca il sopracciglio. E poi gli passa il posacenere. “Se glielo proibissi fumerebbe di nascosto – spiega – a sedici anni è in grado di fare le sue scelte: gli ho spiegato i rischi che corre, ma se vuol fumare, che senso a costringerlo a chiudersi nel bagno?”
Queste sono le regole: molta libertà, poco controllo. Ma ciascuno si assume le responsabilità delle proprie azioni.
In Italia sarebbe impensabile che un adulto considerasse un sedicenne”in grado di fare le sue scelte”. Purtroppo da secoli si tende a ridicolizzare la responsabilità dei giovani – in gran parte perché gli adulti non gliela riconoscono e perciò anche la società gliela nega. Si preclude, così, la formazione di giovani in un contesto civile e politico.
Secondo l'Oms – Organizzazione mondiale della sanità – i teenager olandesi sono i più felici d'Occidente: le scuole sono avanzatissime, l'educazione familiare libertaria e soprattutto – spiega il settimanale - una pioggia di sussidi. Chiedendosi se potrà ancora reggere alla crisi di tutta Europa.
E' auspicabile di si! Comunque sia le diverse basi che i Paesi Bassi hanno rispetto all'educazione e alla formazione lavoro, fa la differenza.
Il Vathorst College è uno dei più moderni ed efficienti in Olanda: Nei suoi cinquemila metri quadrati, 600 ragazzi tra i 12 e i 18 anni seguono uno dei modelli educativi più avanzati d'Olanda, che combina i principi del metodo Montessori con la pedagogia di Helen Parkust e di Peter Petersen: “L'idea è quella di rendere i ragazzi responsabili del loro apprendimento”, spiega Ed Van der Veer ex preside e fondatore del prestigioso College. “L'insegnamento qui non si basa sull'imposizione ma sulla fiducia”. “Se non ti fidi dei tuoi allievi loro non si fideranno di te; in questo sistema – prosegue il fondatore – il professore è un coach, che ti stimola ad usare gli strumenti che hai a disposizione e che ti trasmette l'idea che tu devi fare i compiti non perché ne sei costretto ma perché è nel tuo interesse.
Al primo piano della scuola – prosegue l'articolo – i ragazzi fanno lezione in grandi open space colorati ognuno dietro al suo laptop. “Perché portare quintali di libri” - spiega Van der Veer - “da casa quando su internet ci sono tutte le informazioni del mondo? Bisogna sapere solo come selezionarle e gli insegnanti servono a questo”.
Al secondo piano del Vathost college, si trovano la sale prova per la danza, aule musica insonorizzate laboratori di pittura e scultura, un teatro e una biblioteca aperta anche al pubblico
Costata 28 milioni di euro, la scuola si sta rivelando un sistema efficiente.
Sussidi che passa il Governo, prevedono prestiti da
Certamente un modello da imitare e da esportare in tutti i Paesi europei e non solo, se vogliamo che i giovani possano diventare protagonisti del loro – e nostro – futuro. Un formidabile potenziale di nuove energie e di nuove idee alle quali le vecchie generazioni devono cedere il posto con convinzione e con rispetto.
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