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Timbuktu e i Tuareg

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MALI – Timbuktu è proprio l’ombelico del mondo  e quando si arriva in quella città afosa si ha la sensazione che stai toccando il tetto del mondo. La bellezza sta anche nei suoi mausolei, si assapora la storia attraverso le costruzioni di fango che poggiano sul nulla. Non c’è acqua e  la notte neanche la luce elettrica ma non importa sei al centro di uno spettacolo inimmaginabile. Così mi sono sentita quando ho visitato tutte le città del Mali ma in particolare a Timbuktu. Ci dicono che sono stati distrutti 4 mausolei e questo mi fa piangere il cuore. Perché i Tuareg hanno distrutto i mausolei simbolo e patrimonio dell’Unesco? 
Possiamo fare tante ipotesi tra cui l’arrivo sconsiderato di un turismo ignorante e presuntuoso che ha naturalmente creato rabbie inconsce e sicuramente lo straniero è stato visto come invasore. Quindi eliminando il concetto di “settima meraviglia del mondo” si toglie le visite sacrileghe di ospiti non voluti. Le ragioni possono essere tante e questa è solo una ipotesi. Mentre tutti gridano allo scandalo bisognerebbe andare ad analizzare le motivazioni di tanto integralismo e perché vengono presi a picconate i mausolei. 
Ci dicono che il gruppo Ansar Dine – legato ad Al-Qaeda – è responsabile di tale distruzione, ma non abbiamo fonti certe e dirette che ricordano i Budda di Bamyan che sono stati demoliti dai talebani nel 2001 con il tritolo. Il Ministro della cultura del Mali Diallo Fadima Toure ha rivolto un appello alla Commissione dell’Unesco e all’ONU per fermare la distruzione dei tesori culturali del suo popolo. La comunità internazionale è sdegnata e apprendiamo da fonti locali che i territori circostanti sono in fermento e assistere impotenti alla ferocia di gruppi armati crea paura ed emigrazione delle altre etnie presenti in quelle zone.  I mausolei colpiti sono: Sidi Mahmoud Ben Amar, quelli di Sidi Muktar,  Alpha Moya e la statua di El-Farouk, protettore della città, già decapitata qualche giorno fa. Simboli importanti e protetti da una parte della popolazione, mentre l'altra parte se fermati creerebbero stragi di massa fino a mettere parenti contro parenti. Timbuktu è il centro del mondo perché hanno vissuto sempre in pace tutte le etnie presenti sul territorio maliano, ora invece la situazione è capovolta perché il potere è in mano solamente ad una frangia estremista.

L’Unesco ne parla come “crimini di guerra” e il gruppo fondamentalista ha rivendicato l’intenzione di distruggere tutti i santuari della città, perché impuri. C’è il pericolo che la situazione possa esplodere in una ennesima rivolta per problemi religiosi.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 25 Luglio 2012 14:46 )  

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