Liverpool: “grazie”, cattedrali e musei

Lunedì 10 Settembre 2012 21:04 Simone Rebora
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Le “tre grazie” di Liverpool sorgono a poca distanza dal porto, affacciate direttamente sul fiume Mersey: il Royal Liver Building, assieme al Cunard Building e al Port of Liverpool Building, sono uno dei nuclei storici della City Marittima e Mercantile di Liverpool, riconosciuta dall’UNESCO come parte del Patrimonio dell’Umanità. È soprattutto il Royal Liver Building, che dal 1911 segna il paesaggio urbano con sulla cima le due statue del mitico Liver Bird, una rivolta verso il mare, l’altra verso la città.

Royal Liver Building

Subito a fianco è il nodo nevralgico di ogni percorso turistico: l’Albert Dock, che nella sua suggestiva cornice racchiude un’ampia scelta di esercizi commerciali (tutti perfettamente adatti per i predatori di souvenir), ma anche l’esteso Merseyside Maritime Museum, l’allegra e colorata Beatles Story (non dimenticando che ci troviamo nella città natale dei fab four, che in questi giorni anzi ne festeggia il cinquantennale) e la Tate Liverpool, gemella delle due celebri Tate londinesi, e che oltre a una splendida collezione d’arte contemporanea, vanta oggi un direttore artistico italiano, Francesco Manacorda.

Albert Dock

Altro grande museo è, proprio a fianco dell’Albert Dock, il Liverpool Museum, che nell’avveniristica architettura introduce più che degnamente alla storia della sua città. L’altro nucleo museale si trova invece nei pressi della stazione di Lime Street (e a fianco dell’immensa St. George’s Hall), nel quartiere culturale della città, che oltre a un World Museum e una biblioteca (con un fondo librario – a dir tutto – un po’ deludente), annovera la ricca collezione della Walker Gallery, con splendide opere del medioevo e del rinascimento – ma anche sorprendenti incursioni del contemporaneo.

Metropolitan Cathedral

Risalendo il lieve pendio su cui si distende il resto della città, incontriamo le due cattedrali, ma prima ancora la suggestiva Bombed Church: l’ottocentesca chiesa di San Luca, bombardata durante la seconda guerra e oggi mantenuta così, scoperchiata, come memento di un passato ormai lontano, ma la cui ferita resta ancora viva. La Cattedrale Anglicana, invece, è conservata in tutto il suo monumentale (e un po’ tronfio) splendore, mentre dal lato opposto gli si oppone la modernissima Metropolitan Cathedral (di rito cattolico), fondata nel 1967. Osservate dal treno o dall’aereo, le due masse si confrontano anche a grandissima distanza – e viene solo il dubbio se una delle due non celi un improbabile reattore nucleare.

Crosby Beach

Ma la massima “grazia” della città di Liverpool, la si può ammirare allontanandosi dal centro, fino al piccolo sobborgo di Crosby. La prospiciente spiaggia, già in sé affascinante per l’estensione e mutevolezza, è trasformata dallo scultore Antony Gormley in “Another Place”. Cento figure umane sono piantate a diverse profondità e distanze nella sabbia: tutte guardano verso il mare, tutte si lasciano sommergere e riscoprire dalle maree. La loro costanza è anche un abbandono agli elementi: la fede, la speranza e la grazia coincidono nell’offerta del proprio essere al libero fluire delle onde.

Per DEApress, Simone Rebora

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