Continua la disputa tra Italia e India sul caso dei due “marò” che spararono e uccisero due pescatori nelle acque dell'Oceano Indiano. Le ultime notizie ci riportano della decisione indiana di considerare come revocata l'immunità diplomatica dell'ambasciatore italiano a Delhi ( http://www.bbc.co.uk/news/world-21826651 ) , e pertanto proibirgli formalmente di lasciare il territorio dello stato asiatico. Decisione questa, ampiamente giustificata dal fatto che lo stesso ambasciatore, Daniele Mancini, aveva deciso volontariamente di auto-revocarsela per garantire di persona il rientro in India dei due “marò”.....Rientro che, e mi sia permesso dire -vergognosamente- non c'è stato....
In questa disputa, da qualsiasi parte si guardi, il torto è assolutamente italiano: la missione dei due “marò” era già in partenza illegale (infatti le leggi internazionali definiscono “pirata” l'intervento violento di navi o di militari di uno stato in acque internazionali), i due hanno ucciso degli innocenti, il (purtroppo) nostro governo li ha vergognosamente difesi, un nostro ambasciatore ha dato la sua parola che sarebbero rientrati in India ….e questo non è avvenuto, infine il governo Monti (che continua ad occuparsi della cosa pubblica in attesa del successore) ha trattato tutta la faccenda con assoluta arroganza e nessun rispetto per il dolore dei parenti delle vittime.
Non resta che sperare che il prossimo ministro degli esteri, chiunque sarà, faccia le più profonde scuse al governo indiano e ai parenti delle vittime, e consegni prontamente i colpevoli alla giustizia indiana.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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