Rassegna Stampa - Riportiamo qui di seguito un Articolo di Valerio Evangelista
Sono passati dieci anni da quando un bulldozer israeliano ha tranciato in pieno Rachel Corrie, una ragazza di 23 anni che – insieme ad altri attivisti dell’ISM – si era opposta all’illegale demolizione delle case palestinesi a Rafah. La famiglia della giovanissima statunitense ha intentato una causa legale contro lo Stato d’Israele, conclusasi l’estate scorsa con una sentenza pesante come un macigno. Oded Gershon, giudice distrettuale di Haifa ha così dichiarato, auto-assolvendo lo Stato che rappresenta: “Fu la pacifista a cercare la morte; non fu colpa dell’esercito”. Solita, imbarazzante conclusione: se non vuoi avere guai, non devi intervenire.
A dieci anni dalla sua morte, vogliamo ricordare Rachel chiedendovi di diffondere il più possibile la sua storia. Commemorare significa, letteralmente, ‘ricordare insieme‘. Ricordate Rachel insieme a chi non conosce la sua storia. Se un bulldozer può passare – nella totale impunità – più e più volte sopra l’esile corpo di una ragazza che protesta, non può però tranciare così facilmente la verità e la ricerca di giustizia che quella stessa ragazza portava avanti. Parlate di Rachel. Parlate di quella yankee girl che ha dato la vita per la dignità di un popolo oppresso. Parlatene. Valerio Evangelista
“Che ogni fiore, ogni parola, ogni pensiero per Rachel sia anche una condanna verso la vergognosa sentenza del tribunale israeliano e una denuncia contro le complicità istituzionali internazionali che rendono impuniti i crimini commessi dallo stato di Israele”. Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese, onlus
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






