
Firenze, 19 marzo
Nella serata finalmente The Housemaid, scelta per Cannes, alla presenza della bellissima attrice Yeon Do-Jeon, vincitrice palma d'ora a Cannes, ed il regista di due film scelti per Cannes, "The Housemaid" e "The taste of money". L'attirice si è concessa alla stampa presso l'atelier Luisaviaroma. Location sofisticata e bellissima come l'attrice coreana, apparsa sorridente ed allegra, accompagnata purtroppo da una pioggia insistente.
L'attrice ha confessato di amare tutti i ruoli, indipendentemente dal tema affrontato, se il cast e la sceneggiatura sono buoni lei non teme ruoli di alcun genere. Dopo la vittoria di Cannes, non le sono piovute dal cielo proposte francesi, però dopo aver conosciuto Pedro Almodovar, non le dispiacerebbe poter lavorare con lui.
Tutte le sue protagoniste sono state amate, se proprio ne deve scegliere una, allora Bo-ra di " Happy End" del regista Jeong Ji-woo. Non mostra particolare interesse per tema sociale o altro, l'unica scriminante è la qualità del film e l'interesse che le suscieta il suo ruolo.
"The Housemaid" trailer del film: http://www.youtube.com/watch?v=3Ayoaqh3SBs&feature=player_embedded
Eun-yi viene assunta come domestica da una ricca famiglia alto-borghese, per accudire la figlia primogenita e assistere la padrona di casa in attesa di due gemelli. Cede senza resistenze alle avances del padrone, con cui intraprende una relazione sessuale, e del quale rimane incinta. Ma la giovane moglie e sua madre sono pronte a tutto pur di salvare le apparenze ed eliminare il problema alla radice, in una spirale d’odio, rancori e vendette che culmina in un’iperbole melodrammatica da manuale, ivi incluso inscenare un falso incidente, con la speranza di causare quantomeno l'aborto se non l'omicidio della camereria. Invece entrambi si salvano e scattano immediatamente i piani alternativi che finalmente ottengono l'agonato aborto, Ispirato al celebre omonimo film del 1960, The Housemaid dell’originale di KIM Ki-young conserva solo l’ossatura narrativa. I costumi da allora sono cambiati, e così le dinamiche che costruiscono il melodramma. Non c’è più l’uomo sedotto da una spietata mantide, pronta a tutto pur di insinuarsi nel suo menage familiare. Nell’immaginario di IM Sang Soo tutto si ribalta, e la femme fatale diventa una servetta remissiva e fragile, infantile quanto basta da cedere benvolentieri alle lusinghe di un capo egocentrico e narcisista, volto all’edonismo e all’idolatria compiaciuta del proprio io anche nell’educazione della figlioletta e nel rapporto con la bella e altrettanto ingenua moglie. Ciò che ne deriva è un’ aspra condanna del mondo dorato ed asettico dell’alta borghesia coreana, dove la vita si compra e la morte si infligge senza troppi rimpianti, pur di conservare onore a status quo. La trama è semplice e precisa: Il ricco potente soddisfa le proprie voglie con la camereria. Questa affascinata dal modo luccicante cede più che per vera attrazione. Il ricco non esista rimproverare la moglie e la suocera per i loschi comportamenti, perchè il bambino in grembo della cameriera è comunque suo figlio. Quindi la visuale è sempre quella maschile, data la certezza della paternità poco importa la madre, ma ben si astiente dal porre in essere una qualunque azione a tutela della gestante. Film interessante girato bene, con bei personaggi molto inseriti nella storia.Dopo la proiezione il regista e l'attrice hanno risponsto molto carimanete a diverse domande del pubblico.Il Korea Film Festival ha omaggiato l'attrice con un premio alla carriera.Applaudita ovviamente anche dal regista.
Maria Grazia Silvestri
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