
All'interno dell arassegna offerta dal Florence Queer Festival merita una menzione d'onore il film " Out Loud" del regista libanese Samer Daboul. Intenso, profondo, delicato lavoro dedicato all'omosessualità in Zehla, capoluogo della regione Bekaart, 45 km da Beirut - Libano. Il regista Samer racconta nel documentario " out loud making" tutte le difficoltà incontrate durante la lavorazione, insulti, furti, interruzioni, tali da richiedere l'invervento della polizia, nonostante tutta la sceneggiatura fosse stata preventivamente approvata dalla Commisisone preposta. Il libano ha sempre goduto di ampia libertà rispetto a tutti i paesi arabi, nella parte cristiana di Beirut , infatti, sono presenti bar gay. Essendo strade prettamente turistiche pochi incidenti sono stati registrati , ma quando ci si addentra nel cuore delle montagne, la musica cambia, l'omofobia avanza, l'intolleranza ha la mano pesante, la religione e le tradizioni mostrano il loro lato fondamentalista. Nella lunga intervista dedicataci, Samer Daboul, ci spiega come l'art 534 del codice penale libenase preveda la misura detentiva per i reati a sfondo sessuali definendoli " atti contro natura". Tale articolo ha avuto come effetto primario il taglio censuristico del bacio omosessuale, perchè avrebbe costituito prova di omosessualità a carico dei due attori. Poco importa se il bacio fosse finzione cinematografica.
(photo by Filippo Milani)
ecco l'intervista.
Maria Grazia Silvestri
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