11 -09-2011, il decennale

Domenica 11 Settembre 2011 18:44 Maria Grazia Silvestri
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World, 11 settembre 2011

Me lo ricordo come fossi  oggi, ero alla  TV  e  stavo per  guardare il mio  telefilm (all'epoca  si  diceva  così) preferito.  Purtroppo non lo trasmisero perchè  era  successo  qualcosa  di  molto grave  a New York. Parlavano delle  torri  gemelle, del world Trade Center. Ma  io  poco  prima  ero stata  a New York ed in particolar modo avevo scalato, perchè si tratta  di una  scalata, la  grande  torre. Mi avevano fatto anche la foto, ma  per  pigrizia  non la  comprai. Il prezzo  era  5 dollari, beh  forse  non mi piacque neanche tanto come ero venuta. La  distanza  era  notevole, minimo 10 metri. Infatti  la  facevano i fotografi poco prima di entrare  nell'ascensore  che in pochi secondi  ti avrebbe  portato su in alto. Arrivata  in alto  c'era un delizioso bar, ed  un signore  gentile  che  ti mostrava le foto. La  guardai, ma  poi  non acquistai. Il mio pensiero durante il rincorrersi  delle  notizie  va  a  quei fotgorafi. Chissà  se  per  una  qualche motivo  erano fuori,  e  ,  si sono potuti  salvare.Chissà.Da  quel  giorno viaggiare  è diventato un incubo. Siamo tutti  super controllati, anche se  le  contraddizioni restano. infatti il mio cavalletto  per la la macchina fotografica è considerato arma  improria mentre  l'ambrello  no. Da quel giorno, dobbiamo ammetterlo con sincerità, siamo diversi. Tutto è diverso. Per un musulmano, distinguibile dal colore della pelle, dai tratti somatici e dalla lingua, quel giorno segna l'inizio di un incubo che, dieci anni dopo, non si è ancora spento. Chi è salito su un qualsiasi aereo, in quel maledetto settembre 2001, non può dimenticare la cintura sanitaria umana che si creava naturalmente per emarginare una «percepita fonte di pericolo». Anche se il malcapitato e inoffensivo passeggero di turno non aveva alcuna colpa. Quelle immagini delle Torri Gemelle che, stuprate dagli aerei dei terroristi islamici di Al Qaeda, si sbriciolano come castelli di carta, sono scolpite nella nostra mente, e vi resteranno per sempre. Nel mondo arabo, a ridosso della tragedia, prevaleva l'incredulità. La grande potenza, l'unica superpotenza rimasta, gli Stati Uniti d'America, veniva umiliata in casa proprio dall'attacco più sanguinoso e mostruoso. Sembrava davvero la realizzazione dell'evento impossibile. Ecco perché nacquero e si svilupparono in Egitto come in Giordania, in Siria come in Palestina, in Tunisia come negli Emirati, tutte le possibili teorie cospirative. Che placavano l'angoscia dei moderati, convincendoli illusoriamente che il pericolo non si nascondesse in casa propria. Mentre gli estremisti gioivano, fieri di quei kamikaze islamici che avevano osato sfidare fino a distruggere le due gigantesche e laiche cattedrali di New York, cioè il cuore pulsante del business internazionale. Ma  io resto  incredula,  ci sono state  tante  rivoluzioni, mediatiche, di sangue, soffocate, fintamente riuscite, ma  oggi  siamo davvero in una democrazia?  c'è davvero giustizia? Credo che basti andare  in un tribunale italiano e constare il livello di arretratezza  nellq  auel operano a  volte loro malgrado gli utenti  giuridici. Le carceri,  ma  anche il servizio sanitario. Tante  domande  senza  risposte.

Maria Grazia Silvestri

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Maggio 2013 18:23 )