Su iniziativa del premier Cameron, da qualche mese viene discussa la proposta secondo cui tutti i fornitori di connessioni a internet (ISP – internet service providers) del Regno Unito dovranno attivare di default dei filtri per evitare che l'utente, ( che viene in tutto il mondo sempre supposto come minorenne ) navighi su siti “inappropriati” ( http://www.bbc.co.uk/news/technology-23403068 ).
Questa non è una novità assoluta, ricordiamo ad es. che la polizia postale italiana filtra da una decina di anni i siti che ritiene (a suo insindacabile giudizio) “pedopornografici”, e che da diversi anni aggiunge a questo filtraggio i siti che …. come si suol dire “non gli aggradano” per le ragioni più varie ( si veda ad es. http://www.deapress.com/cronache/14889-la-censura-colpisce-ancora.html).
Gli elementi “innovativi” nella proposta di Cameron sono essenzialmente due. Innanzitutto l'estensione dei contenuti “censurati di default”; verranno immediatamente bloccati tutti i siti il cui contenuto si riferisca a : pornografia, violenza, terrorismo, anoressia, suicidio, alcool, tabacco, esoterismo, strumenti informatici contro la censura...(https://www.openrightsgroup.org/blog/2013/sleepwalking-into-censorship ).
Inoltre a gestire i filtri suddetti provvederà un'azienda legata al governo cinese, come a dire che il “modello Pechino” è quello a cui tutto il mondo si inspira, in primis le nazioni reputate più democratiche ( http://www.bbc.co.uk/news/technology-23452097 ).
Tutti vogliono che internet non diventi il “far west”, ma, evidentemente il ruolo dello sceriffo (o di quel famoso giudice che affermava “ad ovest del fiume Pecos la legge sono io”) è “già prenotato”...Internet non è mai stato soggetto al rischio -se di rischio si può parlare- dell'anarchia, al contrario, è stato e sta diventando sempre di più il terreno privilegiato per abusi di ogni genere effettuati da parte delle aziende e dei funzionari di "pubblica sicurezza" ....
Fabrizio Cucchi, DEApress
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
