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Montpellier al bivio

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Capoluogo dell’Hérault, nella regione francese della Languedoc-Roussillon, Montpellier è città dalla storia nobile, legata soprattutto alla sua celebre Università. Ancora oggi, la Facoltà di Medicina è una delle migliori al mondo, e rende Montpellier un centro di aggregazione studentesca tra i più ambiti (anche se la maggior parte dei posti è riservata agli abitanti della regione).

Montpellier - Jardins du Peyrou

Di primo acchito, Montpellier si conferma città benestante. Il centro storico, che occupa un versante del “monte” da cui prende il nome (in realtà, una docile collina) è popolato da bar, boutique e ristoranti, e offre un gran numero di scorci caratteristici, dove la maestosa Cattedrale di St Pierre fa da contraltare ai più intimi e ristretti calli, fino a culminare nell’Arco di Trionfo e nei Giardini del Peyrou. Ma a questa magnificenza architettonica fa riscontro una realtà sociale molto più sfaccettata.

 

Montpellier - Centro Storico

La centralissima Place de la Comédie è punto di ritrovo di artisti di strada, costantemente animata da musicisti e ballerini improvvisati, e ogni venerdì sera per tutta l’estate, nell’adiacente Esplanade, gli Estivales attirano visitatori da tutta la regione, per assaggiare i vini tipici della zona. Ma nelle vie subito adiacenti, non mancano situazioni di forte disagio: numerosissimi sono i senza tetto che chiedono l’elemosina a ogni angolo di strada, e mentre la città è attraversata dalle quattro linee dei modernissimi tram, la povertà si può toccare con mano in più occasioni. Un altro accostamento stridente, nel monumentale quartiere dell’Antigone, è la vera sovrabbondanza di negozi e centri commerciali, al cui interno, però, non sono pochi gli esercizi chiusi e abbandonati. Ma più che una contraddizione, quest’ultima è forse la traccia di un processo in corso. Come confermano i suoi abitanti, infatti, Montpellier è città che ha vissuto un lungo periodo di benessere, ma che negli ultimi anni sta subendo un’inversione di tendenza non ancora del tutto assorbita. Il risultato, è la momentanea assenza di processi di “ghettizzazione”, che creano una situazione sociale sorprendentemente stabile, pur nelle sue intense contraddizioni: anche se, è inevitabile, l’equilibrio si regge su un filo sempre più sottile…

La Grande-Motte, ph. Alain Caraco

Però Montpellier è anche città di mare, o meglio: città posta al limite del mare. L’assenza di un porto, fa sì che la lunga lingua di terra litoranea (Palavas-les-Flots, Carnon, La Grande-Motte) sia in sostanza un grande luogo di villeggiatura, dove il benessere, questa volta, è percepibile senza contraddizioni. E si potranno coglierne, semmai, le forzature più kitsch: in particolare a La Grande-Motte, stazione balneare sorta “dal nulla” negli anni settanta, e costituita quasi unicamente da hotel e palazzoni residenziali, il cui gusto architettonico sciaguratamente modernista trova un’ideale continuazione nel grande centro commerciale dell’Odysseum (a est di Montpellier), classico esempio di non-luogo verso cui l’urbanistica (e la cultura) degli ultimi decenni tende sempre più vertiginosamente.

Per DEApress, Simone Rebora

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 22 Agosto 2013 23:28 )  

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