
"Per scoprire dove si trova l'ex Sahara occidentale, e l'oblio dovuto all'occupazione marocchina, ho attraversato mari, monti e distese di sabbia fino ad arrivare alle porte della città di Tarfaya, lungo la costa occidentale del continente africano, per poi attraversare le città saharawi e proseguire fino in Mauritania...." (stralcio del diario di viaggio)
La regione del Sahara occidentale (ex colonia spagnola) si estende per oltre 266.000 Kmq, situata all'estremità ovest dell'Africa settentrionale, compresa tra: Marocco, Algeria, Mauritania e Oceano Atlantico. I confini, sanciti dalla Conferenza di Berlino (Novembre 1884- Febbraio 1885), cercarono di dare risposta alle dinamiche espansioniste in atto all'epoca; dopo la Conferenza vennero demarcati artificiosamente, seguendo l'andamento dei meridiani e dei paralleli. Quella mediazione politica tra le potenze coloniali francese e spagnola, non tenne conto della diversificazione culturale, sociale ed etnica. Si ricorda che molte problematiche irrisolte risalgono alla Risoluzione n. 1514 del 14 dicembre 1960 (XV) votata dall'Assemblea Generale dell'ONU, dove il Marocco non riconosceva l'indipendenza della Mauritania e la successiva Guerra delle sabbie (del 1963).
La geomorfologia del paesaggio, anche se la zona è parte integrante del sahel, risulta incredibilmente diversificata a seconda delle zone attraversate: una distesa piatta divisa tra terra e roccia, dune sabbiose (barcane), altipiani, erg, reg attraversati da radi ciuffi di Alfa, alberi di acacia radiana e zilla spinosa con tante altre graminacee utilizzate sia per i dromedari che, come la ginestra pianta dal gusto gradevole, per gli animali da pastura.
Tavolati e rocce, a picco sull'Atlantico che costeggia l'intero terrotiorio: un spettaclolo, una forza della natura, estremamente pericoloso per l e sue correnti, ma eccezionalmente ricco per la pesca.
Prima della colonizzazione spagnola, il territorio saharawi era principalemnte composto da piccoli villaggi di seminomadi, dove l'attività principale era la pastorizia. Dopo la colonizzazione e la conseguente sedentarizzazione forzata, si sviluppo all'interno ei nuovi agglomerati abitativi, un tessuto socio-economico diverso che in seguito, vide emergere nuove figure lavorative e soprattutto lo sviluppo dell'identit shrawi con capacità sociale e giuridica.
La maggioranza della popolazione sahrawi, all'arrivo della Marcia Verde (invasione di 350 000 marocchini disarmati e 25 000 soldati) rifiutò la nuova colonizzazione marocchina, fuggendo verso l'Algeria per costituire la propria identità attraverso il Fronte Polisario (Fronte popolare per la liberazione del Sakiet el-Hamra e del Rio de Oro) e la conseguente costituzione della R.A.S.D.
La Repubblica Democratica Araba Sahrawi gode dell'appoggio di forze come l'Organizzazione per l'Unità Africana e alcuni, pochi in verità, stati europei. Il motivo per cui faticano ad emergere altri appoggi e riconoscimenti internazionali, è dovuto al fatto che il Marocco è sostenuto da Francia, Spagna e Italia, e che, nel contesto internazionale, soprattutto nella regione euro-mediterranea giocano un ruolo politico ed economico centrale.
Attualmente il Marocco a difesa del territorio occupato (Le Grand Maroc) ha costruito il più lungo muro di sabbia, pietre, filo spinato e mine esistente sulla terra: dal sud del Marocco (Zag) attraversa il Sahara costeggiando l'Algeria, la Mauritania, fino al confine sud di Guerguerat - Laguera, lasciando una striscia di deserto inospitale rioccupato dai sahrawi.

BERM - Il muro costruito in varie riprese è di 2720 Km, considerato dal Marocco una struttura difensiva per impedire azioni belliche, ma che invece è soprattutto una struttura militare dove vi si trovano bunker, fossati, reticolati di filo spinato spianato su campi minati e controllato da circa 100.000 soldati dell'esercito reale. Utilizzato, soprattutto, per non far rientrare i profughi e per difendere l'occupazione delle risorse naturali: miniere e il nasto di trasporto dei fosfati (100 Km) dei minerali che da Bou Craa arriva a Laayoun Port e per il controllo dello Zemmour, dei nuovi punti petroliferi, delle risorse ittiche della costa.

I saharawi in diaspora vivono tra il territorio liberato e i campi dei rifugiati che si trovano in Algeria nella zona dell'oasi di Tindouf, così le provincie di Laayoune, Awsard, Smara, Dakhla - del Sahara storico - hanno mantenuto lo stesso nome nelle zone liberate, dove, circa 200mila persone sopravvivono a stento con gli aiuti e la solidarietà internazionale.
Il Quartier Generale del Governo del Fronte Polisario si trova a Rabuni. Gli accampamenti sono puliti e ordinati, suddivisi in province e comuni (con funzione di distretti regionali), e si chiamano Wilayas (comunità amministrative), dalle quali dipendono i seguenti comuni (dairas). Ogni Daira ha quattro quartieri.
La suddivisione delle Wilaya è la seguete:
- Wilaya el Aioun - comuni di Hagunia, Tecera, Amgala, Dara, Guelta Zemmour, Bou Craa.
- Wilaya Ausserd - comuni di Bir Ganduz, Zug, Mjiek, Tchia, Aghwieit, La Guera.
- Wilaya Smara - comuni di Magbes, Farsia, Tifariti, Bir Lehlou, Gderia, Hausa.
- Wilaya Dakhla - comuni di El Argub, Bir Enzaran, Ain Beda, Giabat al Fula Oumdreiga, Zerefia.
Ultimamente, dove c'era la Scuola 27 Febbraio, si è formata la nuova Wilaya di Boujdour .
La giovane popolazione dei Campi, ha la possibilità - vista l'alta scolarizzazione (95% stima dell'Unesco)) - di costruire una società culturalmente avanzata dove uomini e donne abbiano, nonostante le difficoltà ambientali, uno stesso percorso di vita e le stesse opportunità. Il fiore all'occhiello della società sahrawi è la sanità: ogni anno, grazie alla solidarietà, i casi di salute con difficoltà di cure vengono accolti negli ospedali europei (maggiormente in Spagna e Italia).
Non si conosce il numero attuale dei prigionieri saharawi, l'unico dato disponibile è dei circa 500 desaparesidos dal 1975 fino al 2015.
Viaggi di scambio per la conoscenza della vita saharawi avvengo ogni anno per merito delle Associazioni pro-sahrawi che si occupano di aiuti socialmente utili..

In questi anni, il Marocco ha iniziato una campagna di proppaganda e di sfruttamento delle risorse naturali (km di pale eoliche disseminate nel deserto per la trasformazione del vento in energia elettrica).Mentre l'area dell'ex Sahara occidentale, da qualche anno, si è aperto al turismo sportivo ma solo nella zona di Dakhla. Il governo di Rabat sta attuando una serie di invesimtnei ed ha pensato di costituire il Centro Regionale di Investieti per attrarre capitali esteri. I primi luoghi dove sono stati fatti migliorie sono: l'aeroporto di Laayoune e il Porto di El Marsa, uno scato portuale situato a circa 25Km e il porto dedicato prevalentemente alle atiività connesse alla pesca (realizzato già nel 1987) e al trasporto i merci. Due strutture strategiche per lo sviluppo sostenibile di tutta la regione.
Il 29 aprile 2016, con la ris. 2285/2016, la Minurso è stata prorogata fino al prossimo anno. La Minurso è la forza di Pace dell'ONU - costituita per controllare la tregua fin dal 1991. Formata da osservatori internazionali (15 membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno votato la proroga nel seguente modo: dieci voti a favore, tra cui quello della Spagna e della Francia; tre astensioni, quelle della Russia, dell'Angola e della Nuova Zelanda; due voti contrari, quelli del Venezuela e dell'Uruguay - che non hanno capacità di veto. La risoluzione sostiene la "necessità urgente" che la missione multinazionale, finora inefficiente, recuperi la sua piena operatività entro tre mesi, il Segretario Generale dell'ONU ha informato il Consiglio di Sicurezza sull'evoluzione della situazione.
Quindi, alla domanda iniziale "Dov'è il Sahara occidentale?" ha risposto l'ONU che, quest'anno (2016), ha nuovamente ribadito l'esistenza del territorio e il diritto all'autodeterminazione del popolo sahrawi. Dunque, restiamo così, ancora per un pò, con la speranza del "referendum" tanto atteso nel popolo sahrawi che aspetta il ritorno dei 200.000 che si trovano rifugiati nei campi profugi in Algeria.
Ultime Notizie
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https://rasdargentina.wordpress.com/2016/09/12/la-crisis-de-guerguerat-el-fin-del-impasse/
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Seguono aggiornamenti
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Alcune informazioni di questo articolo sono state tratte dal libro "Sahara Occidentale" (1° Ed. Maggio 1996 - 2° Ed. 2011).
Traduzione in inglese "Westen Sahara" (2016). autrice: Silvana Grippi.
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