Giovane sì, #coglioneNo.

Venerdì 24 Gennaio 2014 12:48 massimo zizzi
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“Belli i disegnini...comunque io intendevo che lavoro fai davvero! ”.

Questo si (auto)chiedeva in una delle sue strisce Zerocalcare, uno dei fumettisti italiani più apprezzati degli ultimi anni; non da solo, evidentemente, visto che a quanto pare in Italia non è consuetudine considerare “lavoro” tutto ciò che sia in odore di creatività.

Certamente non lo è il retribuirlo.

Eppure filmmakers, registi, attori, grafici, fotografi, web designers (ma ormai anche geometri, architetti, avvocati) fino a non molti anni fa erano considerati professionisti d'alto profilo.

Oggi però c'è la crisi.

E quindi?

Quindi: “no, per questo progetto non c’è budget, non posso pagarti, ma puoi metterlo nel tuo curriculum”; questo il tormentone scelto da un collettivo di giovani professionisti “creativi” – la Zero Pirate Filmmakers – per denunciare la situazione attraverso una serie di cortometraggi che in rete nel giro di pochi giorni sono già diventati un fenomeno virale.

Improbabili protagonisti dei video sono professionisti “normali” – un idraulico, un antennista, un giardiniere – che dopo aver eseguito il loro lavoro si sentono rispondere appunto “non posso pagarti, ma puoi metterlo nel tuo curriculum”.

Scenette paradossali e impossibili che servono proprio a marcare la distanza tra ciò che in Italia è un lavoro “che si paga” e ciò che non lo è.

Morale: non si può non pagare un artigiano, ma un giovane libero professionista... quello è un'altra storia.

In fondo se è creativo è anche divertente, che vuoi ancora?

Ovviamente non sono mancate le reazioni e, tra molti commenti d'apprezzamento e sostegno, anche qualche osservazione critica.

Del tipo: “ma vai a raccogliere pomodori”.

Te e i tuoi disegnini.

Vero, nel mondo reale non possiamo fare tutti il graphic designer o il filmmaker, né aspettarci solidarietà nei confronti dei professionisti “creativi” da chi si sveglia all'alba per scaricare la frutta al mercato; eppure sono sicuro che in questo Paese in crisi, in cui stenta a riprendere la crescita, si è spesso parlato di innovazione, tecnologia, creatività come di ingredienti fondamentali per la nostra economia del futuro.

O forse no.

Forse invece per affrontare le sfide di un'economia globalizzata e telematica potremmo puntare tutto sui pomodori...

Stefano Campo/DEApress

 

fonti:http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/cuoridenari/2014-01-15/creativi-coglioni-145516.php

https://www.youtube.com/watch?v=aq88jXLzn3Y

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 24 Gennaio 2014 13:06 )