Assuefazione alla barbarie: il caso Apple

Lunedì 28 Gennaio 2013 10:17 Fabrizio Cucchi
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"Apple ha fatto in modo che la gente non sappia più quali sono le sue libertà, e se lo sa, pensa di non meritarsele." R.Stallman

 Sul tema “Apple & C.” ho già abbondantemente annoiato i lettori/lettrici (http://www.deapress.com/articoli-mainmenu-29/opinioni-e-commenti-mainmenu-65/13406-ancora-sul-tema-qappleq.html ; http://www.deapress.com/articoli-mainmenu-29/opinioni-e-commenti-mainmenu-65/13161-laltra-faccia-delliphone.html ). Ma visto che perseverate nell'acquistare e nel desiderare “i luccicanti” attrezzi in questione, io non esiterò nell'aggiornarvi su tutte le “magagne” (termine alquanto benevolo) della catena produttiva della Apple...Venerdì scorso, il sito internet del quotidiano “The Guardian” ( http://www.guardian.co.uk/technology/2013/jan/25/apple-child-labour-supply) ha pubblicato i risultati dell'ultima inchiesta interna della catena produttiva della nota ditta. I risultati? Lavoro minorile, buste paga falsificate, olii minerali (altamente inquinanti) gettati con nonchalance nella toilette, etc. etc. Insomma, più o meno le stesse “magagne” della Apple di sempre... Condite dalle solite dichiarazioni del "management" che prima o poi i problemi saranno risolti ("I don't know how long it will take to get there but that's our goal," -tradotto: "Io non so quanto tempo ci vorrà per realizzarlo, ma quello è il nostro obbiettivo", frase  francamente ipocrita, e del resto "trita e ritrita" , ma che Jeff Williams, "vice presidente anziano delle operazioni" della Apple, non si vergogna affatto a rifilare al cronista di turno quando gli si chiede quando queste cose smetteranno di essere "la prassi aziendale" -fonte: http://www.guardian.co.uk/technology/2013/jan/25/apple-eradicate-child-labour ).

Ora, se pure è vero che molte altre ditte hanno “scheletri nell'armadio” comparabili a quelli della Apple, è difficile capire come le ripetute rivelazioni su come in realtà vengano prodotti i vendutissimi iPhone etc. non abbiano mai scalfito la loro reputazione di prodotti “cool”, appetiti, se volete perdonarmi il termine, anche da persone mediamente “di sinistra” etc..

 

Fabrizio Cucchi, DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 01 Febbraio 2013 13:36 )