Concorso DiMMi 2017

Giovedì 02 Febbraio 2017 11:45 massimo.pieraccini
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Fondazione Archivio Diaristico Nazionale onlus
foto di Luigi Burroni

Il concorso DiMMi 2017  

 

Un appello per la raccolta di scritture migranti

Un’iniziativa “strategica”. La parola ha un suono freddo, ma efficace. Perché è strategico oggi lanciare un concorso riservato alla raccolta delle storie dei migranti che vivono o hanno vissuto in Italia.

Un concorso che rappresenta il “cuore” del progetto DiMMi (diari multimediali migranti), aperto alle prime 100 opere che saranno presentate entro il 30 giugno 2017. E attraverso la nostra newsletter, lanciamo un appello a chiunque possa aiutarci a raccogliere storie di uomini e donne, ragazzi e ragazze, che hanno vissuto sulla propria pelle l’esperienza migratoria verso il nostro Paese. 


il progetto DiMMi sul sito dell’Archivio


Il progetto DiMMi

Per l’Archivio diaristico nazionale il progetto DiMMi è una nuova sfida fondamentale e lungimirante, che mira a salvaguardare dall’oblio un vissuto confinato ai margini della narrazione pubblica, che costituisce un patrimonio culturale e sociale comune e che, ne siamo certi, offrirà importanti spunti di riflessione per capire il nostro tempo, già da oggi e ancora un domani.

Un progetto che prende vita grazie al finanziamento dalla Regione Toscana e a una rete prestigiosa di promotori e partner su scala regionale e nazionale. I primi sono gli animatori della nascita del progetto DiMMi nel 2012 e di un primo concorso riservato alle storie di migranti in Italia, che ha favorito la raccolta di decine di testimonianze su scala regionale toscana: il Comitato Scientifico del progetto DiMMi oltre all’Archivio dei diari è composto dall’Associazione Fratelli dell’Uomo, dal Comune di Pontassieve, dal Comune di San Giovanni Valdarno, Oxfam Italia Intercultura, Senegal Solidarietà, dall’Unione dei Comuni della Valdera. A questi soggetti si sono aggiunti di recente partner che operano su scala nazionale nei settori dell’accoglienza, dell’integrazione e del dialogo interculturale, i quali hanno deciso di aderire e promuovere le linee generali del progetto: Arci, Archivio delle memorie migranti, Circolo Gianni Bosio, Centro di ricerca sull’emigrazione-Museo dell’Emigrante dell’Università della Rep. San Marino, Comitato 3 Ottobre, Rete italiana di cultura popolare.


Sono tre sono gli obiettivi specifici che DiMMi si propone di realizzare. Promuovere il dialogo tra cittadini di diverse origini attraverso la narrazione delle loro esperienze di vita; promuovere e rafforzare un fondo di raccolta e archiviazione in Toscana dei diari di immigrati di prima e seconda generazione; promuovere la costruzione di una memoria collettiva che tenga conto delle diverse provenienze dei cittadini e delle cittadine.

Le regole per partecipare al concorso DiMMi

Poche fondamentali regole: saranno ammessi al concorso i racconti in forma scritta e quelli che si serviranno di fotografie, immagini, e-mail, lettere e disegni, cartoline, video o musica. I racconti dovranno essere inediti e strettamente autobiografici, cioè riferiti a se stessi. Dovrà essere mantenuta la forma originaria della narrazione e l’autenticità del linguaggio. Non saranno accolte opere romanzate, bensì racconti veritieri che abbiano per tema la propria esistenza. Le narrazioni di sé in forma scritta dovranno essere redatte in lingua italiana. In caso di traduzioni, eventuali originali non in lingua italiana potranno essere allegati alla domanda. Si consiglia di preservare la forma autentica, non verrà dato peso ad eventuali incertezze linguistiche e grammaticali.

Il concorso è suddiviso in tre “categorie”: uomini, donne e giovani fino a 18 anni. Ogni categoria avrà un vincitore. I vincitori saranno premiati con la pubblicazione dell’opera presso un editore di livello nazionale. L’annuncio delle opere vincitrici sarà dato in occasione della XXXIII edizione del Premio Pieve Saverio Tutino che si svolgerà a Pieve Santo Stefano, Arezzo, nel settembre 2017.


Per conoscere i dettagli del concorso, i criteri di ammissione e non ammissione delle testimonianze, basta scaricare il regolamento.


Per partecipare, è necessario scaricare e compilare il modulo di partecipazione e inviarlo, insieme all’opera, a uno dei recapiti indicati sul regolamento.


Le testimonianze

Due frammenti dalle testimonianze vincitrici delle prima edizione del concorso DiMMi, per comprendere il valore del patrimonio che abbiamo raccolto e vogliamo continuare a raccogliere.


Io straniera... uno sguardo al passato

di Qaisera Gulnaz, vincitrice della categoria donne

nata in Pakistan
[…] Io, essendo una bambina vivace e solare, giunta in Italia, mi aspettavo di fare nuove amicizie, ma fu molto difficile perché inizialmente non sapevo parlare italiano e poi gli altri non riuscivano ad accettarmi: facevo di tutto per essere notata, divenni un giorno anche il giocattolo per gli altri obbedivo ad ogni ordine come un burattino, i cui fili sono nelle mani di altri che li muovono quando e come vogliono, anche questo non era abbastanza perché c’era sempre qualcosa che non andava in me; poi un giorno ho capito che la colpa non era la mia, ma degli altri che mi considera- vano una minaccia.

Niente e nessuno riusciva ad alleggerire il mio dolore, né i caldi abbracci di mia madre né le dolci paro- le di papà. Mi sembrava che la vita fosse crudele con me, in quanto aveva allontanato la mia felicità regalandomi solo amare lacrime che versavo ormai giorno e notte […].


La valigia

di Milivoje Ametovic, vincitore della categoria uomini

nato in Serbia
[…] Sono nato nei tempi sballati, dove ce poco spazzio per deboli e indifesi, e dove il diritti umani tantissime volte sono scritti e approvati sula carta e dove diritti sono anche protetti con la Costituzione. Credo che posso chiudere la mia valigia perché in partenza era piena di speranza e voglia di essere acetato? Oggi vorrei solo un po’ di dolcezza per cancellare il sapore amaro di queste continue d’eluzioni. Non esiste quella bell’ Italia come di 20 ani fa, oggi esistono solo grandi slogan e le parole che non ano la responsabilità. Vorrei che il miei figli e il figli di mei figli e tutti altri figli a un domani si sentirebbe come cittadini EUROPEI con lo stesi diritti e parità sociale. E DOVE STRANJIERI NON ESISTONO E DOVE SI POTREBBE CHIAMARE CITTADINI DEL MONDO.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 13 Aprile 2017 14:47 )