«Il principio di eguaglianza a me sta particolarmente a cuore (...) E' la sanzione solenne, costituzionale dell'ingresso delle donne nella vita politica. Avevano votato per l'Assemblea Costituente. La Costituzione con quell'articolo afferma il loro essere cittadine alla pari con tutti gli altri cittadini. Per me è un punto che fa della Costituzione italiana ancora adesso una Costituzione moderna»
"Se dovessimo considerare la mole di lavoro compiuto dalle casalinghe nel complesso della loro vita, ci troveremmo di fronte a cifre di ore lavorative superiori a quelle delle donne occupate nelle fabbriche e nei campi."
"Non è giusto e mi dà un senso di angoscia per il nostro futuro vedere che chi difende i propri diritti viene pubblicamente sbeffeggiato."
Nilde Iotti nacque a Reggio Emilia il 10/04/1920 da famiglia operaia. Il padre - che era un deviatore delle Ferrovie dello Stato, sindacalista nel movimento operaio socialista e per questo perseguitato dal regime fascista - volle che la figlia studiasse, facendo molti sacrifici perché si iscrivesse all'Università Cattolica di Milano, dicendo: "E' meglio stare con i preti, che con i fascisti."
Quando il padre morì, nel 1934, la madre iniziò a lavorare anche per permetterle di proseguire gli studi, e quando l'Italia entrò in guerra si iscrisse al P.C.I., diventando attivissima partigiana come responsabile dei Gruppi di Difesa della Donna, coordinando attività di informazione, propaganda, staffette e lotta armata con coscienza civile e politica che le donne solo in quel periodo poterono manifestare, per l'assenza degli uomini impegnati al fronte o sulle montagne . Per la prima volta alle donne fu riconosciuto il ruolo politico, ed ebbero diritto al voto in occasione del Referendum del 2 giugno del 1946. Nilde Iotti entrò in Parlamento, e fu membro dell'Assemblea Costituente. Qui conobbe Palmiro Togliatti, sposato con un figlio, ed iniziò tra loro una relazione che fu osteggiata dallo stesso PCI, ma che terminò solo alla morte di Togliatti. Durante la redazione del testo della Costituzione si batté affinché venissero riconosciute alle donne la pari dignità dell'uomo, nel lavoro, nella famiglia, in ogni aspetto della vita civile. Non era facile, ma dimostrò di essere determinata e con grandi capacità mediatrici, ascoltava e ribatteva con semplicità e fermezza, un atteggiamento che fece dire a Togliatti "Imparate da Lei!"
Il 22 dicembre 1947 venne approvato il testo definitivo della Costituzione che, una volta promulgato dal Capo Provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, entrò in vigore il 1° gennaio 1948.
Proseguì, nel corso dei 53 anni da parlamentare e come prima donna Presidente della Camera – lo fu ininterrottamente dal 1979 al 1992 - nell'impegno dei diritti civili per le donne promuovendo leggi sul diritto di famiglia, sul divorzio, sull'aborto. Fu poi Presidente della Commissione Parlamentare per le riforme istituzionali e Vicepresidente del Consiglio d'Europa.
Nel novembre del 1999 di dimise dal Parlamento per lo stato di salute, morì un mese dopo.
Sul sito della Fondazione Nilde Iotti, la Vice presidente e Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Francesca Russo scrive:
"Mi sono chiesta più volte da dove abbia avuto origine questo suo modo di essere. Certamente scaturisce da una personalità profondamente equilibrata e da una grande intelligenza, ma sono convinta che abbiano svolto un ruolo importante anche le circostanze della sua vita, l'aver conosciuto dall'interno mondi culturali diversi ed, a volte, contrapposti. Egidio, il padre ferroviere, socialista convinto e coerente fino a pagare con la perdita del posto di lavoro la sua scelta antifascista, segnò l'infanzia e l'adolescenza di Nilde. Il mondo ricco e stimolante dell'Università Cattolica, che la accompagnò nella sua crescita umana ed intellettuale, provocandone le curiosità culturali e non ponendo limiti alla sua libertà interiore. Il mondo comunista, con l'impegno nella resistenza, in particolare nei gruppi di difesa della donna e poi successivamente nell'Udi. Nilde si è confrontata dall'interno con tre grandi culture del paese; è stata una ricchissima scuola di vita."