Minacciati operatori CICR rapiti

Mercoledì 18 Marzo 2009 18:55
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Cresce la preoccupazione per i tre dipendenti del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) sequestrati da un gruppo di militanti islamici nelle Filippine il 15 gennaio scorso. Fra i tre operatori della Croce Rossa c’è anche un italiano, Eugenio Vagni.

Dopo due giorni di combattimenti avvenuti ad Indanan, sull’isola di Jolo, per cercare di liberare gli ostaggi, il bilancio è di nove morti, tre soldati filippini e sei militanti islamici, e di almeno una dozzina di feriti.

Ieri, il generale Gaudencio Pangilinan, aveva dichiarato che anche uno dei rapitori sarebbe rimasto ucciso negli scontri, e che erano stati ritrovati libri, tende e attrezzature appartenenti agli ostaggi.

Questa mattina il capo della Croce Rossa delle Filippine, Richard Gordon, aveva affermato che tutti gli operatori rapiti sono vivi, ma nelle ultime ore si torna a temere per la loro vita. Il leader dei ribelli musulmani ha minacciato di decapitare un ostaggio se l’esercito filippino continuerà ad incalzarli. Albader Parad, capo del gruppo fedele a Abu Sayyaf, ha infatti rilasciato un’intervista nella quale ha dichiarato che “se continuano ad avvicinarsi e provocano altri scontri, decapiterò uno degli ostaggi”.

 

Valentina Casini - DEApress

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