Golpe Honduras - torna Zelaya

Mercoledì 08 Luglio 2009 15:34 Kanika Tawakley
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Onu critica pesantemente il golpe di Honduras

In Honduras, il 28 di giugno, i militari hanno iniziato una rivolta contro il Capo dello Stato, José Manuel Zelaya Rosales, accusandogli di voler cambiare la costituzione per potersi presentare di nuovo per la presidenza. Invece, il popolo è a favore di Zelaya, che si è spostato da posizioni liberali a una posizione molto vicina al nazionalismo di sinistra tipico di Venezuela. “Ora il popolo può avere un’opinione – aveva detto Zelaya pochi giorni prima del referendum – stiamo imparando a condividere. Impariamo ad essere più cristiani, più nobili, più honduregni e più patriottici, insomma più decratici.”  dice Zelaya riferendosi al nuovo referendum, del quale è stato accusato e poi deposto. Il Presidente dell’Assemblea generale dell’Onu ha fermamente criticato la destituzione del presidente dell’Honduras Zelaya e ha considerato la rivolta “un attentato alla costituzione e a un colpo di stato”.

L'amministrazione del presidente Barack Obama aveva promesso di migliorare i rapporti con l'America latina. Per questo motivo ha preso posizione dando il proprio sostegno alla mediazione affidata al presidente del Costa Rica per evitare spargimenti di sangue in uno dei Paesi più poveri della zona. Il presidente honduregno deposto, Manuel Zelaya, sostenuto dalla comunità internazionale che ha condannato con forza il golpe, ha detto di essere disponibile al dialogo con coloro che lo hanno rovesciato lo scorso 28 giugno e lo hanno esiliato. Con la mediazione del presidente costaricano Oscar Arias, vincitore del premio Nobel per la pace, Zelaya incontrerà in Costa Rica domani il governo ad interim del presidente Roberto Micheletti, nominato dal Congresso dell'Honduras dopo il golpe. Micheletti ha detto che è pronto a partecipare ai colloqui, che ha definito un dialogo e non una negoziazione.

Kanika Tawakley / DEApress

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