Le morti bianche di Molfetta

Martedì 04 Marzo 2008 15:06
Stampa
E’ di questa mattina la notizia della morte del più giovane dei cinque operai deceduti in seguito all’ennesimo incidente sul lavoro, avvenuto ieri in un'azienda di autolavaggio e lavaggio di cisterne, la Truck Centre, nella zona industriale di Molfetta (BA). Proprio durante il trattamento di una cisterna con acido solforico uno degli operai, Guglielmo Mangano di anni 44, che stava completando l’operazione, perde coscienza in seguito alle esalazioni rimanendo, privo di sensi, sul fondo della cisterna. Ad uno ad uno i colleghi si calano nella cisterna nel tentativo di soccorrerlo rimanendo anch’essi uccisi. Il primo è Giuseppe Farinosa, di 37 anni; poi Biagio Sciancalepore e infine si cala nella cisterna anche il titolare dell’azienda, Vincenzo Altomare trovando anch’egli la morte.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani sta indagando per omicidio colposo plurimo, per individuare gli eventuali responsabili e le eventuali violazioni delle norme di sicurezza.
I sindacati, da parte loro, hanno indetto uno sciopero di 2 ore, previsto per il 5 Marzo, per sollecitare l’approvazione del testo unico sulla sicurezza  sul lavoro.
La riflessione sulle morti bianche (così vengono indicate le morti sul lavoro), è quanto mai attuale. La tragedia della Thyssen di Torino risale a solo 3 mesi fa (è notizia di oggi che l’acciaieria ha cessato la propria attività mettendo in cassa integrazione 100 lavoratori)  e ancora si raccolgono le salme di lavoratori che, per mantenere un posto di lavoro che a stento basta a farli campare,  rischiano la loro vita ogni giorno.
 
Matteo Staglianò - DEApress 

Share

Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Aprile 2008 15:16 )